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Introduzione
L'idea della
nostra settimana sociale è dimostrare che il nostro territorio
diocesano, pur con i suoi problemi e le difficoltà innegabili, è
anche (o può essere o sa essere, come vogliamo) territorio vivo e
vitale sotto diversi aspetti: associativo, lavorativo e culturale.
Dal punto di vista associativo, risulta la
forza di un'associazione presente sul territorio in maniera
massiccia (oltre duemila tesserati, cui si aggiungono un altro
migliaio di simpatizzanti, distribuiti in 27 parrocchie) che si
interroga sul proprio ruolo nella società di oggi (la prima
relazione) e su come concretamente può rispondere (le altre due
relazioni) agli interrogativi dei giovani e degli adulti delle
proprie comunità (posto che, dato che parleremo di lavoro, questo
è un problema che riguarda giovani e genitori, tocca la famiglia
intera, e che, inoltre, è anche sbagliata la prospettiva del lavoro
come "problema" e non come "valore"). in
particolar modo, l'intenzione è offrire il quadro della realtà
socio-economica del territorio e su questa base verificare la
posizione dell'associazionismo e quindi ragionare, in prospettiva,
di un ruolo dell'ac.
il convegno (ma tutta la settimana) risulta,
inoltre, espressione della volontà dell'associazione di
interfacciarsi con i diversi interlocutori istituzionali (e non)
della nostra diocesi, al fine di avviare un rapporto costante di
collaborazione e dialogo (crediamo importante l'aprirci ai soggetti
che operano nella nostra società e importante l'apporto
che, come associazione, possiamo dare a questi soggetti). risulta
evidente che gli interlocutori non sono soltanto le istituzioni, ma
anche le corali presenti attraverso i loro concerti (tra l'altro, si
stanno ponendo le basi per una futura collaborazione tra coro di
alghero e coro di bosa), l'ufficio diocesano per i problemi sociali
e il lavoro (che grande parte sta avendo nella realizzazione del
tutto), radio planargia (seguitissima in tutta la zona di bosa,
registrerà le varie manifestazioni per poi trasmetterle), gli
imprenditori del luogo (scelti dalle associazioni locali, secondo
criteri molto ampi che testimoniano soprattutto la voglia di
intrapresa). aggiungiamo con piacere il nostro vescovo, da sempre
molto attento a queste tematiche, che ha chiesto espressamente che
il convegno fosse il 10 per poter partecipare ai lavori, e tutte le
associazioni parrocchiali.
Le
motivazioni
Dal
discorso del Santo Padre
“La Chiesa ha bisogno dell’Azione Cattolica, perché ha bisogno di
laici (…) che non riducano la fede a fatto privato, e non esitino a
portare il fermento del Vangelo nel tessuto delle relazioni umane e
delle istituzioni, nel territorio e nei nuovi luoghi della
globalizzazione, per costruire la civiltà dell’amore” (n. 2).
Dalla
lettera dei Vescovi all’AC
“Vorremmo che l’Azione Cattolica si rendesse sempre più disponibile
al dialogo sui grandi temi della vita e accettasse le sfide lanciate
dalla cultura contemporanea, non solo per offrire a quanti sono in
ricerca la possibilità di una riflessione e di una verifica in comune
con i cristiani, ma anche per indirizzare i soci verso una coraggiosa
testimonianza dei valori evangelici nella vita sociale, per una loro
efficace penetrazione nel vissuto della nostra società” (n. 2).
Dal
documento finale della XI Assemblea
“Si tratta di individuare alcune esperienze da condividere tra tutte
le associazioni e di dare segnali di vita associativa consistenti e
visibili. In particolare, si propone che nella scansione delle attività
che entrano nella prassi ‘ordinaria’ vi siano questi appuntamenti
validi per ogni associazione diocesana, promossi – dove possibile –
con gli uffici e organismi pastorali delle diocesi : la Settimana dello
Spirito………..la Settimana Sociale : dedicata alla riflessione
culturale, quale attuazione del progetto culturale, su un tema sociale
– possibilmente quello della Settimana Sociale Nazionale – da
proporre a livello di Ac diocesana o interparrocchiale (settimane
centrali di novembre)” (n. 26).
Dagli
obiettivi del triennio 2002-2005
“Gli obiettivi di un cammino missionario di Ac sono: ..……; -
maturare una serena consapevolezza delle caratteristiche del mondo e
della cultura di oggi, disposti prima a capire che a giudicare. In
particolare, occorre prendere coscienza del carattere secolare del
contesto in cui viviamo e imparare a guardare ad esso con pacatezza e
serenità, cercando di coglierne i caratteri oggettivi e di individuare
le provocazioni – anche positive – che esso contiene per la vita dei
cristiani. La settimana sociale può essere occasione per esercitarsi e
maturare in questo senso” (n. 2).
“Pensate come occasione per esprimere l’apertura missionaria
dell’AC e la sua soggettività nella comunità cristiana, esse (le
settimane) hanno la funzione di rendere esplicite, concrete,
incontrabili alcune dimensioni della vita cristiana che sono
caratteristiche dell’Ac, che possono rischiare di rimanere implicite
se non vengono sottolineate da alcuni gesti concreti che servono come
scuola per gli aderenti all’Ac in primo luogo e come richiamo alla
vera natura dell’associazione. Esse vanno proposte a livello
parrocchiale, interparrocchiale o diocesano come servizio a tutti: in
esse risulta evidente l’intreccio di formazione e missione” (cfr. le
“settimane”).
Il
tema
2002-2003
Settimana sociale 10-16 novembre
QUALE FUTURO PER L’UOMO?
La scelta del tema, operata dalla presidenza nazionale, risponde alla
necessità di collegare concretamente la vita dell’Ac e gli ambiti di
sviluppo del progetto culturale della Chiesa italiana così da
rispondere a quell’essenziale servizio di diffusione di una lettura
cristiana della realtà e del tempo in cui viviamo che rappresenta un
contributo decisivo che come cristiani siamo chiamati ad offrire.
Infatti il tema scelto corrisponde alle indicazioni del quarto forum del
progetto culturale dedicato ad una riflessione su “Il futuro
dell’uomo. Corpo, affetti, lavoro” (30 novembre-1 dicembre 2001).
Nello stesso tempo tale tema dà voce anche ad una preoccupazione dei
Vescovi italiani che, nell’assemblea di maggio, sia con la Prolusione
del card. Ruini, sia nel dibattito hanno sottolineato l’attualità
della “questione antropologica” che non è più solo un problema di
interpretazione dell’uomo, quanto piuttosto di trasformazione
dell’uomo stesso.
D’altra parte la scelta di una tematica di taglio antropologico, come
quella di quest’anno, rappresenta un’utile premessa e base di
partenza per una settimana sociale associativa nell’autunno 2003
dedicata a tematiche più strettamente politiche e dunque anche ad una
più immediata preparazione della settimana dei cattolici italiani che
si terrà qualche mese dopo, nel corso dell’anno 2003-2004, sul tema La
democrazia: nuovi scenari e nuovi poteri.
Ecco allora che antropologia e politica vanno insieme. Interrogarsi
sull’uomo significa domandarsi quale idea di uomo ci “guida”,
quale idea di uomo “guida” la politica, quale rapporto intercorre
tra antropologia, politica e comunicazione oggi…, quale uomo per quale
comunità, quale libertà nel tempo in cui tutto si consuma…
L’articolazione del tema è data da tre coppie di termini: vita-persona;
affetti-relazioni; lavoro-tempo libero che rappresentano un’esplicitazione
possibile di questioni relative al FUTURO DELL’UOMO. Infatti parlare
di futuro dell’uomo non significa porsi una questione da filosofi o da
scienziati, ma piuttosto significa di occuparsi di problemi concreti.
L’insistenza sulla persona, come essenziale punto di partenza
di una riflessione volta a rafforzare l’interesse per la dimensione
sociale e politica, non è un rifuggire i problemi, ma è un andare al
cuore dei problemi stessi. Se la politica è una delle forme più alte
di servizio all’uomo, ad ogni uomo, a prescindere dalle sue condizioni
sociali, economiche e culturali, allora essa non può non prendere
coscienza con più forza dei pericoli che oggi incombono sull’uomo e
sul suo futuro. Gli esempi sono estremamente semplici e sono sotto gli
occhi di tutti: l’uomo, pur disponendo oggi di opportunità prima
impensate, è anche più di prima soggetto a manipolazioni di tutti i
tipi (la manipolazione dell’informazione e del consenso da un lato e
le manipolazioni del corpo e dell’ambiente dall’altro sono due
esempi che da versanti diversi – tanti altri potrebbero essere
indicati - pongono con urgenza la questione antropologica, la questione
della vita dell’uomo). L’attenzione alla persona, alla persona nella
faticosa ricerca della sua identità, non può non collegarsi, in questo
tempo di incertezza e spaesamento, al tema degli affetti e della
loro qualità. Il sistema degli affetti costituisce la qualità e il
modo tipicamente umano delle relazioni e forma la struttura
stessa della vita comunitaria. Anche la prospettiva democratica pare
subire una deriva spersonalizzante (o una personalizzazione eccessiva):
la coscienza comune, nel rapporto con il pubblico, si sta abituando o a
forme di apatia e anomia o a un eccessivo emotivismo.
Lavoro e tempo libero infine rappresentano dimensioni essenziali
della vita oggi in una situazione di cambiamento sempre più rapido.
Cambia il mondo del lavoro. Che cosa significano dal punto di vista
della vita delle persone: flessibilità,…? Ma che cosa significa
ancora disoccupazione, sottoccupazione rispetto...? E il tempo libero è
spazio di gratuità per se stessi e per gli altri o è un ulteriore
elemento di consumo? Non sarebbe male riflettere sulla possibilità oggi
di rendere il lavoro significativo per la persona e inoltre riflettere
sull’uso del tempo oggi e sul valore politico anche di questo uso.
Le
proposte
Si propone alle diocesi di pensare la settimana scegliendo di
approfondire il tema di fondo IL FUTURO DELL’UOMO declinandolo o a
partire dai binomi indicati (anche uno solo può costituire un concreto
punto di partenza) pervenire poi ad esplicitare il nesso
antropologia-politica (oppure antropologia-politica-comunicazione) o
facendo il percorso inverso.
Nella declinazione del tema, così come nella concreta scelta delle
iniziative, è importante la riflessione ponderata e creativa delle
presidenze diocesane.
Indichiamo, a titolo di esempio, le seguenti ipotesi:
- Un dibattito a più voci o un ciclo di
incontri sul tema del futuro dell’uomo, o una “tre giorni”
diocesana o cittadina sui tre binomi (vita-persona; affetti-relazioni;
lavoro-tempo libero). Tutto va organizzato con metodologie varie
(convegno, seminario, cineforum, libroforum, tavole rotonde, gruppi di
approfondimento, incontri con esperti, presentazione di numeri della
rivista “Dialoghi” o di volumi attinenti ai temi scelti…,
riflessione su testi magisteriali) e, se possibile, attivando sinergie
con gli uffici diocesani preposti alla pastorale sociale e al progetto
culturale.
- Una essenziale proposta di cammino e iniziative per le associazioni
parrocchiali sulla base delle sottolineature scelte dal centro diocesano
per far sì che tutti i soci vivano la settimana sociale in modo non
separato dalla vita ordinaria.
A riguardo la Presidenza nazionale pubblicherà prossimamente,
attraverso il sito, proposte concrete per le associazioni parrocchiali a
misura delle diverse fasce di età.
Il
convegno
A livello nazionale, l’AC proporrà una iniziativa che avrà carattere
seminariale nelle giornate del 15-16 novembre, mentre il 16-17 novembre
sarà organizzato un Convegno nazionale aperto particolarmente a chi
vive oggi l’impegno politico diretto.
A
livello locale, domenica 10 novembre si terrà il convegno presso
la sala dell'Hotel Catalunya con il seguente programma:
Ore
09,00: Saluti
S.E.
Mons. A. Vacca Vescovo
della Diocesi di Alghero-Bosa
Avv. Marco
tedde Sindaco
di Alghero
Carmen
Ibba Presidente
Azione Cattolica
Diocesi di Alghero-Bosa
Prima
parte
“Il ruolo
della Chiesa e dell’Azione Cattolica nella società di oggi e nella
formazione delle nuove coscienze”
Marco Franceschin Vice
presidente nazionale sett. Giovani Ac
Seconda
parte
“Il
contesto socio-economico delle aree di Alghero e di
Bosa-Macomer: le prospettive
per un ruolo dell’Ac”
dott. Salvatore Masia dirigente
Comune di Alghero
dott. Andrea Angioni segretario
Comunità Montana “Marghine-Planargia”
ore
12:00 S. Messa
celebrata da S.E.
Mons. A. Vacca
Chiesa di S. Francesco
ore 15:30
Dibattito
Coordina
i lavori dott. Mario Podda
Responsabile Ufficio diocesano
per i Problemi Sociali e il Lavoro
Il
programma
completo della settimana
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la
Mostra
“La
vivacità imprenditoriale del nostro territorio nelle sue diverse
espressioni”
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Bosa
Giovedì 14 novembre, ore 16:30
salone della Parrocchia del Sacro Cuore
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i
Concerti
“La
cultura polifonica della nostra diocesi, tra tradizioni liturgiche
e popolari”
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Alghero
Venerdì 15 novembre, ore 20:30
Cattedrale di S. Maria
Coro dei piccoli cantori diretto
da Lucia Priami
Coro Polifonico Algherese diretto
dal M° Ugo Spanu
Bosa
Sabato 16 novembre, ore 20:30 Chiesa del Carmine
Coro di Bosa diretto dal M°
Salvatore Obinu
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La Settimana Sociale è realizzata in
collaborazione con:

Diocesi di Alghero-Bosa
Ufficio per i Problemi Sociali e
il lavoro
Comune di Alghero
Comune
di Bosa
Comunità Montana Marghine-Planargia
Si
ringraziano inoltre:
il
Coro Polifonico Algherese,
il
Coro di Bosa,
Radio
Planargia
gli
espositori della Mostra, don
C. Puddu, don M. Salaris
e
don F. Fiumene
Indicazioni
bibliografiche
Nuova Responsabilità
Dialoghi
AA.VV., Percorsi della cittadinanza, AVE 2000.
AA.VV., Società civile e democrazia, AVE 2002 (in corso di
pubblicazione in questo mese)
Alcuni volumi della collana Argomenti
CEI progetto culturale Atti del IV Forum edito dalle Dehoniane: Il
futuro dell’uomo. Corpo, affetti, lavoro
La rilettura di alcuni classici: per es., Il personalismo di
Mounier.

Materiale della Settimana Sociale scaricabile in
formato Word:

Indice
degli argomenti dell'Azione Cattolica
Il
Consiglio parrocchiale dell'A.C.
Gruppi
e Educatori
L'inno dell'A.C.
Ciao
2002-2003
Notizie
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