Il Convegno sulla famiglia
11, 12 e 13 ottobre 2002

 
 

Le Relazioni della dott.ssa Federica Rosy-Romersa*

 

 La relazione dell'11 ottobre 

I. La realtà: la Famiglia dono di Dio messo nelle nostre mani

- E' in sé stessa "buona notizia" per il mondo
- E’ il segno dell'Amore trinitario
- E' il luogo della visibilità nuziale dell'Amore di Cristo Sposo verso la Chiesa Sposa
- Ha una missione propria ed originale nella comunità parrocchiale e nella società

II. La meta: riscoprire la dimensione familiare della Parrocchia

- "Famiglia di Dio" (cf Concilio Vaticano II, LG 6, GS 40. 42. 91, AG 1, UR 2)
-
"Vera famiglia di fratelli" (cf. Paolo VI, Insegnamenti X/1972, 97)
- "Una casa di famiglia fraterna ed accogliente" (cf. Giovanni Paolo II, CT67) e "Vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie" (cf. Giovanni Paolo II, CfL 26).

Riscoprire il volto ecclesiale della Famiglia

- Comunità credente ed evangelizzante, comunità in dialogo con Dio, comunità a servizio dell'uomo (cf FC 50) - Riflesso vivo e reale partecipazione dell'amore di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo per la sua Chiesa

III. Il confronto tra la realtà e la meta: i criteri ispirativi ed operativi

- Capire la necessità della progettazione pastorale
- Un grande orizzonte: il Piano di salvezza nella Bibbia
-
Parrocchia e Famiglia: un confronto
  *la Famiglia 'Via della Chiesa"(Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 2 febbraio   1994, 1-2),
   *la Famiglia "via per la Chiesa"
- Parrocchia e Famiglia: un incontro - gli anelli di congiunzione:
   *il Progetto di Dio letto in chiave sponsale e familiare
   *il Cuore nuziale di Dio: radice dell'amore sponsale e della carità pastorale
   *la realtà sacramentale: Ordine e Matrimonio, perciò Presbiteri e Sposi

IV. Il cammino: 
dalla Famiglia 'Via della Chiesa" alla Famiglia "via per la Chiesa",

verso la Famiglia come "luogo unificante di tutta l'azione pastorale della Parrocchia (DPF 97).

- Una via insostituibile (cfr. AA 10)
- Una visione unitaria: unità del fine, unità dei contenuti, unità di tutti gli operatori pastorali.
- L'interazione della Famiglia nei momenti chiave detta progettazióne pastorale
- Le piccole comunità di Famiglie (o chiese domestìche): una chance per la Parrocchia oggi?

Conclusione

Come agli inizi del Cristianesimo, così oggi la Famiglia, che diventa immagine vivente dell'Amore di Dio, può essere non solo risorsa per la progettazione pastorale, ma benedizione in ordine alla "crescita di tutta la comunità cristiana". Sarà davvero un'alba radiosa (cf RM 92) e ci rallegreremo insieme di cedere la prosperità di Gerusalemme", secondo la promessa biblica (Is 66,12-14a).

Per il testo completo della relazione (con qualche modifica) vedi F.R. Romersa, "La Famiglia risorsa per una metodologia di progettazione pastorale", in R. Bonetti (a cura di), "Progettare la pastorale con la famiglia in parrocchia", ed. Cantagalli, Siena 2001, 123-171

 Gli appunti presi durante la relazione dell'11 ottobre 

Realtà >>> Meta >>> Confronto tra realtà e meta >>> Cammino da fare >>> Programmazione pastorale

REALTA’
Della realtà generalmente si vedono solo gli aspetti negativi e, comunque, se ne vede sempre una parte, magari ciò che interessa...

Bisogna dare uno sguardo più generale.

Tante famiglie in crisi sono frutto anche del "selfismo", ossia dal voler realizzare se stessi come singoli, indipendentemente e, talvolta, a discapito degli altri.

La Famiglia è un dono di Dio messo nelle nostre mani.

E’ buona notizia per il mondo, perchè Dio vide che la creazione dell’uomo e della donna era cosa molto buona. L’amore trinitario che da subito doveva rispecchiare, con Cristo diventa il luogo della visibilità nuziale dell’amore di Cristo sposo verso la Chiesa sposa. Per questo la famiglia ha una propria missione originale in parrocchia e nella società.

LA META
Per la coppia cristiana la meta è già stabilita da Dio: "l’uomo lascerà suo padre e sua madre ..." Saranno "un cuor solo e un’anima sola".

Della parrocchia dobbiamo scoprire la sua dimensione familiare, deve diventare sempre più una famiglia di famiglie.

La parrocchia non va più considerata una porzione di territorio ma una comunità di fedeli.

Dopo il Concilio sono nate tante nuove realtà, riscoprendo numerose dimensioni della parrocchia, come quella evangelizzatrice.

Il Direttorio per la Pastorale Familiare del 1997 dice che la "famiglia è di sua natura il luogo unificante oggettivo di tutta l’azione pastorale e deve diventarlo sempre di più"

Lo stesso documento ne chiede l’innesto nell’azione pastorale della Chiesa.

Don primo Mazzolari considerava la parrocchia come "un focolare che non conosce assenze"

Nei documenti conciliari spesso si trova l’espressione "famiglia di Dio" e Paolo VI la considerava una "vera famiglia di fratelli".

Giovanni Paolo II la definisce "una casa di famiglia fraterna ed accogliente" e dice che la parrocchia può vivere una nuova stagione, vivendo "in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie".

Oltre alla dimensione familiare della parrocchia bisogna riscoprire la dimensione ecclesiale della famiglia, che è una comunità credente, in dialogo con Dio, al servizio dell’uomo. Una vera e propria piccola chiesa domestica.

La famiglia dovrebbe quindi essere quel riflesso vivo e la reale partecipazione dell’Amore di Dio per l’umanità e dell’Amore di Cristo per la Chiesa.

Ma che cos’è l’amore divino?

San Paolo (Ef. 3,7) ne definisce le quattro dimensioni:

>> la larghezza (il legno trasversale della Croce a cui sono affisse le mani che, protendendosi distanti dal resto del corpo indicano che le nostre opere devono arrivare ai nemici)
>> la lunghezza (la parte della Croce su cui si poggia il corpo)
>> l’altezza (è stato affisso l’INRI, e vi aderisce il capo, che va oltre le cose terrene)
>> la profondità (è la porzione sotterranea che sostiene la Croce e che non è comprensibile con le nostre capacità umane)

La missione della famiglia:
Custodire, rivelare, comunicare l’Amore. Ed il comunicare non è solo annunciare, è farlo conoscere con tutte le forze.

I coniugi Beltrame definiscono il matrimonio "un’unica vita di aspirazioni e di mete, con reciproco rispetto e immenso amore".

I vescovi italiani dicono che il futuro della Chiesa passa attraverso la famiglia. Ma anche quello del mondo e nelle sue mani.

IL CONFRONTO TRA REALTA’ E META
Ci costringe a scegliere dei metodi d’intervento.

Si deve passare dalla famiglia via della Chiesa alla famiglia che diventa via per la Chiesa: diventa cioè responsabile del progetto della Chiesa.

Santa Teresa del Bambino Gesù disse: "nel cuore della comunità cristiana noi saremo l’immagine vivente dell’amore di Dio".

Dobbiamo scegliere dei critiri ispirativi, recuperando anche a livello pastorale la consapevolezza che è necessario un progetto, capace di aiutare la famiglia. Sant’Agostino: se la fede non è pensata non è nulla. Altrettanto vale per la pastorale familiare.

Il progetto "parrocchia-famiglia" sarà una grande occasione per il rinnovo della Chiesa. Anche nella pastorale si progetta ma come fine non vi è il lucro ma il progetto di salvezza, come San Paolo ricorda in Ef 1,3-14.

La famiglia diventa via della Chiesa.

Della famiglia bisogna stimare i valori e promuoverli, individuare pericoli e mali che la minacciano per superarli, creare un ambiente che ne favorisca lo sviluppo.

Il Progetto di Dio va riletto in senso sponsale e familiare, come del resto è tutta la Bibbia. Da ciò si intravede il Cuore Nuziale di Dio.

La famiglia via per la Chiesa diventerà via insostituibile. Ci sarà unità nel fine, dei contenuti, degli operatori pastorali che saranno costruttori di comunità, grazie alla conversione delle relazioni.

E mai scordare che la meta è attraente, tocca il cuore.

 

 La relazione del 12 ottobre 

I’interazione della Famiglia nei momenti chiave della progettazione pastorale

1. Nel momento dell''analisi della situazione della Parrocchia, la Famiglia, maggiormente inserita nel territorio, saprà concorrere più efficacemente nell'elaborazione e nella valutazione dei dati sociali, culturali e pastorali che lo costituiscono. La Famiglia potrà più facilmente evidenziare la "psicologia di massa", i punti su cui far leva, i pregi, i difetti, le reazioni della gente.... Se infatti si stabilisce un programma che non è adatto alla situazione reale della Parrocchia, non si può agganciare tutto il popolo.

2. Nella scelta dei crìteri ispiratìvi ed operativi, la Famiglia, allenata all'impegno educativo, potrà contribuire ad alimentare un cristianesimo attivo, capace di leggere i segni dei tempi e d'interpretarli alla luce del Vangelo. S'innescherà così quel processo di evangelizzazione della cultura (ovvero della coscienza collettiva della gente) oggi tanto invocato dai nostri Vescovi attraverso il progetto culturale, ricuperando così la sicurezza dell'annuncio cristiano. Inoltre la Famiglia, che ben conosce i suoi mèmbri e ne valorizza le capacità, sarà più preparata a vedere la Parrocchia come il Corpo di Cristo, nel quale tutti devono agire a favore di tutti e di ciascuno e viceversa. Alla luce dell'insegnamento paolino che dice: "(Da Cristo) tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione (ti ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere, in modo da edificare se stesso nella carità" (Ef 4,16), la Famiglia potrà interagire perché l'insieme" e le "parti" si relazionino secondo la dialettica del donare e del ricevere. Sarà ancora la Famiglia a sollecitare i presbiteri a "scoprire i carismi dei laici, ad ammetterli con gioia e a fomentarli con diligenza" (PO 9), in modo che ogni fedele sia concretamente convocato a svolgere la sua parte, trovi il suo posto nella missione della Parrocchia e svolga quel ministero a cui è chiamato interiormente attraverso la attitudini che possiede, i carismi di cui è rivestito e gl'impulsi dello Spirito.

3. In particolare, nel progettare la configurazione della Parrocchia, (dove lo si ritiene opportuno), la Famiglia, quotidianamente sollecitata ad accompagnare la crescita dei figli, aiuterà ad adattare le scelte pastorali alle esigenze di crescita che presenta il mondo attuale in continuo vorticoso cambiamento.

4. Nella fase più operativa della programmazione pastorale la Famiglia, immersa in un mondo organizzatissimo, può aiutare la Parrocchia a non andare più avanti con una pastorale caotica, arruffata, improvvisata, senza principio e senza meta, nella quale ogni realtà parrocchiale porta avanti un discorso proprio e disarticolato. Con la programmazione si può ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. La Famiglia potrà qui mettere a disposizione le sue abilità inventive ed operative per programmare azioni pastorali ben studiate e "possibili". E' inutile stabilire una bellissima programmazione senza avere a disposizione i mezzi necessari. Prima dì entrare in battaglia, occorre fare l'inventario delle proprie forze. Prima di costruire un torre, bisogna fare un preventivo e badare se i mezzi sono sufficienti (senza tuttavia dimenticare il fattore "grazia", che può rendere possibili anche cose impossibili). La Famiglia potrà ancora collaborare a far in modo che tutte le azioni pastorali siano ben collegato tra di loro; per esempio se F obiettivo a breve termine è l'amicizia e la fraternità cristiana, tale sensibilizzazione deve essere il filo conduttore che lega tutte le azioni pastorali di tutti i settori pastorali. Tutte le azioni pastorali devono essere ancore scelte tenendo presente il criterio dell 'efficacia, cioè non al di sotto del livello di maturità che ha raggiunto il popolo e neppure al di sopra.

La Famiglia, che ha ben sperimentato i dinamismi e le fatiche della crescita, potrà aiutare ad applicare il principio della gradualità (il popolo cammina, non corre! Così i genitori attendono con pazienza la maturazione dei propri figli), della globalità (i genitori si occupano della crescita totale dei loro figli; cosi nella pastorale o si cura tutto il corpo o non si cura niente, anche se ciò non toglie che, in particolari tempi, si prendano maggiormente in considerazione alcuni settori della pastorale più carenti e bisognosi di attenzione) e dell 'orientamento di tutte le azioni pastorali verso gli obiettivi intermedi e, in ultima analisi, verso l'obiettivo finale.

5. Nel momento poi della verifica, che non deve mai mancare specialmente prima della programmazione annuale, la Famiglia, abituata a seminare tanto e spesso a raccogliere poco, potrà aiutare ad applicare la legge della misericordia e la pedagogia del recupero. Un padre ed una madre che veramente amano i loro figli, anche se deludono in parte le loro attese, sono comunque sempre pronti ad accoglierli e ad aiutarli ad andare avanti con fiducia, facendo leva più su ciò che hanno già conquistato che non su ciò che ancora manca.

6. C'è ancora un ultimo elemento chiave da tener presente lungo tutto il percorso della progettazione pastorale: la formazione permanente dei responsabili. La Famiglia, direttamente interessata alla migliore acquisizione di abilità professionali per una dignitosa collocazione dei figli nel mondo del lavoro, potrà essere tempestiva nel domandare una formazione completa nei vari livelli: dottrinale, spirituale e specifica, con la prudente attenzione di mettere "la persona giusta al posto giusto". Se i coniugi cristiani hanno fatto l'esperienza di mettere Cristo al centro della loro Famiglia, non potranno non preoccuparsi di aiutare gli operatori pastorali a scegliere Gesù come Signore della loro vita. E’ chiaro che senza organizzazione non c'è evangelizzazione. Ma è ancora più chiaro che senza esperienza personale di Cristo, non e 'è pastorale efficace. San Tommaso già diceva: "Consegnare agli altri quelle cose che abbiamo contemplato". Inoltre la coppia cristiana che ha trovato un'ideale che calamità tutte le sue azioni all'interno della Famiglia, s'impegnerà ad aiutare gli operatori pastorali ad agire soltanto nel nome del Vangelo e per nessun altro scopo.

Infine Gesù ha condizionato l'efficacia dell'evangelizzazione alla comunione fraterna. La Famiglia resa esperta nelle relazioni di compresenza, di compartecipazione, di condivisione e di corresponsabilità, potrà aiutare a dare un'importanza eccezionale alla comunione umana e cristiana delle persone, delle associazioni, dei gruppi, dei movimenti, di tutte le realtà ecclesiali presenti in Parrocchia. L'eventuale scelta delle piccole comunità di Famiglie contribuirà ad esprimere più vivamente il volto familiare della Parrocchia e il suo capillare impegno missionario.

 

 Gli appunti presi durante la relazione del 12 ottobre 

COME PROGETTARE LA PASTORALE IN PARROCCHIA CON LA FAMIGLIA
Dalla meta (la parrocchia domani) bisogna tornare indietro e vedere che cos’è oggi la parrocchia, concretamente.

Il dono della famiglia e la meta hanno valori sui quali contare, ma anche punti deboli che necessitano di rinforzo, problemi che devono essere risolti. Al centro va sempre Cristo, la famiglia come soggetto e non oggetto di pastorale, per poter raggiungere nella parrocchia la meta di famiglia di famiglie.

La parrocchia è anche in cammino, ogni anno va progettata l’azione da portare avanti.

PARROCCHIA E FAMIGLIA INSIEME 
PER COMUNICARE IL VANGELO IN UN MONDO CHE CAMBIA

Il comunicare non è distaccato dalla propria personalità e dalla propria vita. Per gli sposi va esaltato il Vangelo dei coniugi e della famiglia.

Il mandato di Cristo non è un invito ma un comando (andate ad evangelizzare...) Per Gesù questo mandato è certamente stato la cosa più importante, lo ha detto in punto di morte ed in quel momento si dicono solo le cose che stanno più a cuore.

Portare il Vangelo è complicato perchè l’individualismo, il selfismo, il collettivismo, il laicismo, il secolarismo ed il consumismo ne sono i principali ostacoli.

ANALISI DELLA SITUAZIONE: 
LE FAMIGLIE ED IL CONTESTO AMBIENTALE E PASTORALE

>AMBIENTE:
verificare i dati più rilevanti di carattere sociologico, ecc.
vederne limiti, risorse, bisogni veri (non indotti da influenza esterne e puramente consumistiche) e problemi (disagi, incongruenze)

In una parrocchia piemontese si è fatta una divisione del territorio in zone pastorali e di ognuna si è fatta un’analisi con questionario della situazione sotto svariati punti di vista.

Si è poi proceduto alla verifica delle forze e delle iniziative esistenti, per evitare di buttare il tutto che precedeva, rivalutandolo e reindirizzandolo.

I settori andrebbero riorientati verso la famiglia

E’ necessario interessarsi di:

evangelizzazione
catechesi
cultura (intesa come evangelizzazione della cultura)

---

vocazione alla santità
liturgia
sacramenti

---

carità
testimonianza di vita
impegno nella società

>PASTORALE:
discernere gli elementi positivi e negativi delle opere già in corso e farne proposte nuove

Anche di ciò bisogna analizzare limiti, risorse, ecc.

CONFRONTO TRA META E REALTA’
Fondamentale privilegiare la formazione: sono più carenti le famiglie e queste vanno formate nella loro realtà quotidiana.

Si scelgono solo di conseguenza i contenuti più adatti, avendo chiari i veri bisogni, i problemi delle famiglie e le ricchezze presenti.

Si danno i nuovi orientamenti all’esistente.

Le tappe specifiche potrebbero essere:

- riconoscere nell’uomo e nella donna come coppia l’opera più splendente della Creazione
- contemplare il mistero nuziale di Dio
- con le forze dello Spirito ci educhiamo ad amarci come Dio ama la Chiesa
- vivere l’atteggiamento sponsale
- camminare verso la Gerusalemme del cielo

E’ bene che ogni anno ci sia una programmazione, tenendo presente che deve sempre essere considerate le esigenze e le realtà delle famiglie.

La programmazione non rende schiavi: libera dal disordine.

 

* Dottore in Teologia pastorale, Roma

 


sito on line da venerdì 14 marzo 2002; aggiornato il 17.11.2008

© Parrocchia Madonna del Santo Rosario, Alghero -2002/2008; Webmaster: Gianfranco Mariano

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