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Dove e perché zoppicano i giovani?
Il nostro gruppo, evitando di fare premesse, è entrato subito nel vivo del problema,
cercando di seguire la traccia studiata da don Tonelli, per cui in modo molto sintetico è passato
alla riflessione sui vari punti dello schema proposto.
Partendo dai "segni di morte", ecco un elenco significativo:
- giovani che decidono di fare le gare con le macchine
- che guidano in stato di ebbrezza
- che si lasciano andare alla violenza
- giovani che non vogliono studiare ma avere soldi in tasca
- che rifiutano il lavoro e vivono situazioni familiari difficili
- giovani che si disperano al primo ostacolo, vivono per la strada e sono sbandati
Tra i segni di vita sono stati individuati:
- l'impegno nel volontariato
- l'impegno nello studio, nel lavoro, nell'impostazione della loro vita e nello sport
Molte situazioni di disagio e difficoltà derivano forse dal comportamento degli adulti.
Varie le responsabilità, divise e distribuite tra i genitori che non fanno proposte di vita, ma
tendono alla loro (dei figli) sistemazione.
Grosse le carenze riscontrate a scuola, dove gli insegnanti non capiscono le domande e disagi
giovanili. Le domande dei giovani vengono sottovalutate e considerate delle banalità.
Nelle famiglie poi manca l'annuncio della fede e non vengono date le priorità ai giusti
valori. I genitori cercano di rimediare alla mancanza di attenzione e di ascolto concedendo cose
materiali.
Dalla società inoltre arrivano messaggi che spingono verso i consumi e non verso il bene
della persona.
Dalle strutture della società arrivano riflessi culturali , modelli di esistenza voluti dai gruppi
di potere. Gli adulti condizionano la mentalità dei giovani attraverso le strutture della
società che, assieme alla famiglia (qualche volta) tendono ad emarginare i più
deboli.
I cambi culturali generano confusione e smarrimento negli adulti, ma è positiva l'apertura al
dialogo, l'ascolto per le scelte più consapevoli dei giovani e le capacità di chiedere
senso. Questi cambi esercitano influssi positivi come solidarietà e attenzione alle sofferenze, e
negativi come la violenza e l'indifferenza.
Le sfide devono generare amore, saper trasmettere valori cristiani con la vita di tutti i giorni. Esse
presuppongono un impegno nel dialogo, il valore del perdono e della famiglia e fanno crescere
l'attenzione e l'amore verso la vita di ogni età e in ogni forma (dal bambino che deve nascere al
vecchio, all'emarginato).
Bisogna far passare questo messaggio non solo all'interno della famiglia o della comunità,
ma anche nei centri di potere e nel pubblico.
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