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Mons. Giacomo Lanzetti
Lettera pastorale "Liberi Tutti"
(29 settembre 2007)

 
Mons. Antonio Vacca per motivi di salute ha
rinunciato alla guida della Diocesi Alghero-Bosa.
Il 29.9.2006 Sua Santità Benedetto XVI ha accettato la rinuncia ed ha
nominato nuovo Vescovo Mons. Giacomo Lanzetti (a destra nella foto -
fonte: CEI), già Vescovo ausiliario di Torino. L'insediamento è avvenuto
ad Alghero sabato 25 novembre.

 Mons.
Antonio Vacca
Lettera di
presentazione del progetto pastorale
Fratelli e sorelle in
Cristo,
ho la grande gioia di
presentarvi il progetto pastorale “La famiglia risorsa della comunità
cristiana e della società”, frutto di un attento ascolto dello
Spirito e della fraterna collaborazione tra sacerdoti e coppie di sposi.
A conclusione del Convegno diocesano dell’Ottobre del 2002 sul tema “La
famiglia risorsa della comunità parrocchiale in un mondo che cambia”,
avevo inviato una lettera pastorale in cui suggerivo di porre la
famiglia come “luogo unificante di tutta la pastorale”.
Nella prima riunione del Consiglio presbiterale tale proposta assumeva
una fisionomia ancor più precisa con la decisione presa all’unanimità di
istituire una commissione composta da undici coppie e da cinque
sacerdoti col compito di preparare una traccia di tale progetto. Nel
giugno scorso tale commissione ha presentato puntualmente il lavoro che
ha avuto la definitiva approvazione.
Vorrei sottolineare
alcune priorità del Progetto:
-
Il rinnovamento della
pastorale nasce dalle coscienze dei fedeli che si pongono in ascolto
dello Spirito e si lasciano condurre verso la missione.
-
Fra i segni dei tempi
che oggi la chiesa ha colto c’è senz’altro la riscoperta del valore
del sacramento del matrimonio e della ministerialità della famiglia,
“immagine di Dio Uno-Trino” che ama, promuove la vita, accompagna
fedelmente il cammino dell’umanità.
-
Di conseguenza la
chiesa che è in Italia, guidata dal magistero del Papa e dei Vescovi
accoglie i sacramenti dell’Ordine e del Matrimonio come doni che
fondano e dilatano la comunità cristiana.
La diocesi di
Alghero-Bosa accoglie tali suggestioni e le propone alle famiglie in
tutte le loro componenti, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose
come cammino di formazione per il prossimo quinquennio. All’inizio di
ogni anno sociale,verranno presentati programmi, itinerari di formazione
con relativi sussidi, in modo che tutti possano accogliere la buona
notizia di Gesù-Sposo dell’umanità.
Con animo grato allo Spirito e a tutti coloro che hanno dato il loro
prezioso contributo, apprezzo il lavoro svolto e incoraggio caldamente
la pubblicazione e la diffusione del Progetto.
Vi benedico tutti nel
Signore,
† Antonio
Vacca vescovo
Alghero 8 Giugno 2003
Solennità della Pentecoste

Lettera Pastorale
"Parrocchia
Famiglia di famiglie"
1. La Parola di Dio sulla famiglia
L'identità e la missione evangelizzatrice della famiglia è, da
alcuni anni, tema costante delle riflessioni pastorali della nostra
Diocesi, in sintonia con quanto afferma il Concilio Plenario sardo, al n.69,
in cui si augura "un coinvolgimento attivo della famiglia nella
missione evangelizzatrice, come soggetto e non solo come oggetto della
stessa".
Rimandando alle precedenti lettere pastorali ( Famiglia diventa
ciò che sei, 1997; Per Cristo nello Spirito al Padre., 1998;
Insieme per evangelizzare, 2001) in cui sono stati sinteticamente
presentati i fondamenti teologici dell'impegno pastorale per la famiglia
e con la famiglia, desidero fare un ulteriore passo, coinvolgendo sempre
più direttamente coppie cristiane preparate e sensibili che ,
coniugando il loro specifico ministero con il ministero dei sacerdoti e
vivendo la spiritualità della sponsalità, facciano sì che la Chiesa
svolga e viva in pienezza la sua missione evangelizzatrice.
E' un aspetto particolannente importante che è stato
oggetto di riflessione nel? ultimo anno pastorale sia dei sacerdoti nei
ritiri mensili e sia dei genitori in diversi incontri. Si tratta del
rapporto tra i presbiteri e la coppia-famiglia in un" ottica della
riscoperta dell9 identità di ognuno, come segni diversi dell'eterno
amore di Dio e dell'unica sponsalità tra Cristo e la Chiesa.
In questo approfondimento ogni credente deve avere un costante
riferimento al mistero della Trinità, rivelato da Gesù come mistero di
amore e di relazione. Dio è uno ma non è solo. La rivelazione ci
introduce nel mistero della vita divina, presentandocela come esperienza
sponsale nella quale le tre divine Persone si comunicano e si donano
l'un l'altro (Gv, 14,5-8; 15-24).
La predicazione dei profeti con molta frequenza ci presenta Dio con
le espressioni della vita nuziale. La vita sponsale appare come immagine
visibile, seppur limitata, della sponsalità presente nell'intimità
di Dio (Is. 49,14-16; 54,5-8; 62,3-5; Ger.
3,1-5; 31,3-4; Osca 2,16-22; Cantico dei Cantici cc
1-8).
Gesù riprende il linguaggio dei profeti, dichiarandosi il Messia
inviato dal Padre per essere lo sposo dell'umanità (Mt. 9,14-15; Gv
3,28-30).
Attraverso l'amore di Cristo all'uomo viene resa in qualche modo
visibile la comunione di amore che è in Dio. Cristo ama l'uomo come si
amano e si donano le Tre Persone della Trinità.
Nelle parabole dei Sinottici Gesù annunzia il Regno presentandolo
come una grande festa di nozze che il Signore celebrerà, al suo ritorno,
con l'umanità-sposa che ha saputo attenderlo con fedele perseveranza (Mt.22,1-14;
25,1-13).
Nel momento centrale della Cena, Gesù "avendo amato i suoi che
erano nel mondo" , anticipando l'offerta della sua Persona, dona il
Suo Corpo e il Suo Sangue per rendere l'umanità-sposa "splendente
di bellezza, senza macchia ne ruga "... "Questo mistero è
grande, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa" (Ef.
5,25-33) commenta S. Paolo.
La sposa infedele nasce così a vita nuova e riceve il pane della
vita che la rinnova. Insieme l'umanità, ora rigenerata dal sangue dello
Sposo, diventa madre feconda che genera Ì figli di Dio. E' questa la
missione della Chiesa, ma anche di ogni singola famiglia che vive il
Sacramento del matrimonio dove uomo e donna, creati "a Sua immagine
e somiglianza" crescono nell'essere, sempre più visibilmente,
manifestazione dell'Amore di Dio all'umanità, di Cristo alla Chiesa.
Alla luce di questo "mistero grande" di Dio che si fa
sposo, ogni comunità ecclesiale deve riconoscersi come "sposa
amata fino all'effusione del sangue" e redenta "a caro
prezzo".
2. Il magistero della Chiesa
Con lo sguardo rivolto a Cristo Sposo della Chiesa, la famiglia deve
riscoprire la sua identità teologica, la sua spiritualità coniugale e
familiare e la sua missione ecclesiale. Ma è parimenti essenziale che i
presbiteri assumano la dimensione sponsale del loro ministero come
mirabilmente espresso dal Papa al n. 22 della Pastores dabo vobis:
" II sacerdote è chiamato ad essere immagine viva di Gesù Cristo
sposo della Chiesa: certamente egli rimane sempre parte della comunità
come credente , insieme a tutti gli altri fratelli e sorelle convocati
dallo Spirito, ma in forza della sua configurazione a Cristo capo e
pastore si trova in tale posizione sponsale di fronte alla comunità. In
quanto ripresenta Cristo capo, pastore e sposo della Chiesa, il
sacerdote si pone non solo nella Chiesa, ma anche di fronte alla Chiesa.
E' chiamato pertanto nella sua vita spirituale a rivivere
l'amore di Cristo sposo nei riguardi della Chiesa sposa. La sua vita
deve essere illuminata e orientata anche da questo tratto sponsale di
Cristo, di essere quindi capace di amare la gente con cuore nuovo,
grande e puro, con autentico distacco da sé, con dedizione piena,
continua e fedele, e insieme con una specie di "gelosia"
divina, con una tenerezza che riveste persino delle sfumature
dell'affetto materno, capaci di farsi carico dei "dolori del
parto" finché "Cristo non sia formato " nei
fedeli."
Se il matrimonio è la forma personale dell'amore nuziale di Cristo e
della Chiesa, presbiteri e sposi sono invitati ad assumere mentalità e
prassi pastorale riconoscendo che Cristo agisce nel sacramento del
Matrimonio non meno che nel sacramento dell'Ordine.
Essi sono infatti finalizzati, con ministerialità diverse, a
costruire il popolo di Dio come viene sottolineato al n. 1534 del Catechismo
della Chiesa Cattolica: " Due altri sacramenti, l'ordine e il
matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono alla
salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri.
Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono
all'edificazione del popolo di
Dio".
C'è perciò uno stretto rapporto tra i due sacramenti e occorre
coniugare il ministero del presbitero con quello della coppia-famiglia,
adottandola come modello delle relazioni all'interno della Chiesa
appunto perché visibilizzazione del mistero della comunione trinitaria.
Occorre acquisire uno stile di Chiesa in cui si dia il primato alle
relazioni tra le persone piuttosto che all'organizzazione.
Deve essere perciò impegno di tutti i parroci, assimilando lo stile
paterno e materno del pastore buono, favorire anzitutto la dimensione
familiare della parrocchia in cui, prima delle cose da fare, si
privilegiano i rapporti umani, si intensificano le relazioni personali,
si vive in comunione, in continuo atteggiamento di accoglienza, di
donazione, di dialogo e di condivisione secondo il paradigma della
comunione trinitaria e della nuzialità umana.
Bisogna guardare alla famiglia con occhi nuovi, non semplicemente
come problema o oggetto delle cure pastorali ma come soggetto attivo
dell'azione ecclesiale, come "buona notizia" che diffonde la
ricchezza di ciò che è per natura e per grazia.
Famiglia che non è solo un settore dell'impegno pastorale ma è
unificante di tutta l'azione pastorale come afferma il Direttorio di
pastorale familiare al n.97: "La pastorale familiare , in modo
organico e sistematico, deve assumere un ruolo sempre più centrale in
tutta l'azione pastorale della Chiesa, dal momento che, di fatto, quasi
tutti gli obiettivi dell'azione ecclesiale o sono collocati entro la
comunità familiare o almeno la chiamano in causa più o meno
direttamente. Sotto questo profilo, la famiglia è di sua natura il
luogo unificante oggettivo di tutta l'azione pastorale e deve diventarlo
sempre più, sicché potrà diventare abitudine acquisita considerare i
riflessi e le possibili implicazioni familiari; in altri termini, è e
deve essere innestata ed integrata con l'intera azione pastorale della
Chiesa, la quale riconosce nella famiglia non solo un ambito o un
settore particolare di intervento, ma una dimensione irri-nunciabile di
tutto il suo agire."
Alla luce di quanto affermato vorrei suggerire alcune piste di azione
pastorale per le parrocchie della nostra diocesi.
3. La situazione delle nostre famiglie
E' necessario anzitutto guardare alla realtà delle famiglie del
nostro territorio in cui è possibile notare significative differenze
tra i centri più abitati e i paesi.
Lo spopolamento dei paesi è il fenomeno più allarmante: ormai
stabilmente da diversi anni il numero dei morti supera quello dei nati,
con la complicazione dell'abbandono da parte delle famiglie giovani che
cercano posti di lavoro nei grandi centri urbani. In questi paesi buona
parte delle famiglie risulta composta da persone anziane , talvolta
sole, spesso anche non autosufficienti. Con grande tristezza dobbiamo
sottolineare gli omicidi che insanguinano qualche nostra comunità a
motivo di terribili faide che coinvolgono interi nuclei familiari.
Nei centri più abitati sono invece più rilevanti i problemi di
carattere economico, di chiusura egoistica nel proprio ambito familiare,
di solitudine, di emarginazione nonché Ì problemi interni alla coppia
con tendenziale aumento delle separazioni, dei divorzi e degli aborti,
delle convivenze, dei matrimoni celebrati solo per tradizione. Spesso si
vive in una situazione di sicurezza e di appagamento che conduce
purtroppo all'indifferenza e all'apatia. Ci sono perciò situazioni
diverse che richiedono attenzioni e soluzioni adeguate ed è cura di
ogni parroco visitare e conoscere le famiglie della propria parrocchia,
specialmente quelle definite "lontane".
4. Impegno pastorale della famiglia
In questo ultimo ventennio il magistero del Papa e dei Vescovi
italiani ha indicato con grande chiarezza I" urgenza del
rinnovamento della pastorale familiare e della pastorale in generale.
La famiglia non è solo oggetto della pastorale della Chiesa, nel
senso che necessita dell'annuncio della salvezza e della grazia dei
sacramenti, ma proprio perché istituita dal Creatore e santificata dal
Signore Gesù, è soggetto di vita cristiana, risorsa per la
Chiesa stessa. (Familiaris consortio; Evangelizzazione e Sacramenti;
Lettera di Giovanni Paolo II alle famiglie; Direttorio di pastorale
familiare; Tertio millennio ineunte; Comunicare il Vangelo in un
mondo che cambia; Atti del Convegno di Pastorale familiare Cagliari
2001).
In sintesi il magistero della Chiesa afferma che la famiglia ha in
sé stessa il carisma della profezia, o missione profetica, nel senso
che essa è Parola concreta di annuncio di Dio-Amore. La chiamata alla
missione della famiglia è insita nel progetto originario di Dio che
afferma..."crescete e moltiplicatevi... dominate sui pesci del
mare... (Gen.1, 23-28).
Nell'insegnamento di Gesù quel progetto originario di Dio assume
quest'altra tonalità: "Voi siete il sale della terra... voi siete
la luce del mondo... non si accende la lucerna per metterla sotto il
moggio, ma sopra il lucerniere"... (Mt 5,13-16). Non si
tratta di un invito generico ma di autentica rivelazione del significato
della vita domestica nella quale i genitori diventano luce, perché
tutta la famiglia sia luminosa.
Gesù ha aggiunto... "Non può stare nascosta una città
collocata sopra un monte"... (Mt.5,15) e cioè la famiglia
non può non rendersi visibile, nel senso che per disegno di Dio è
posta dentro la storia come luce che richiama il sole di Dio.
Inoltre dovendo la famiglia vivere la missione sacerdotale è
chiamata a fare esperienza di preghiera. Ed è chiamata a dare
significato alla celebrazione del giorno del Signore, in quanto
celebrazione del valore della vita di comunione, del primato della
contemplazione, rispetto alla preoccupazione dell'avere.
Infine la famiglia cristiana si propone come esperienza che educa
alla socialità e alla partecipazione alla vita economica e politica.
Sotto questo aspetto sta assumendo sempre maggiore visibilità l'azione
intelligente del "Forum delle famiglie" attraverso proposte di
leggi e progetti che tendono a far rispettare e promuovere Ì valori
delle persone e delle famiglie.
Occorre perciò "rivitalizzare e riqualificare" l'azione
pastorale della parrocchia, progettandola con la famiglia. Essa non può
essere considerata come un settore, ma sia riconosciuta nella sua
identità più profonda: uno dei sacramenti istituiti per l'edificazione
del corpo ecclesiale. (Direttorio di pastorale familiare n. 134).
5. Impegni e risorse per il progetto
Per poter realizzare un progetto di rinnovamento della pastorale in
Diocesi, è necessario poter contare su risorse reali.
La prima risorsa indispensabile è la preghiera, come dice Gesù:
"La messe è molta, ma gli operai sono pochi...pregate dunque il
Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe (Mt.9,36-38),
Mi piace qui ricordare, sulla necessità della preghiera, quanto
affermava il nuovo santo José Maria Escrivà:"In primo luogo:
orazione; poi, espiazione; in terzo luogo, azione".
Con la preghiera è necessaria una efficace azione pastorale che
coinvolga insieme Sacerdoti e laici, soprattutto genitori.
L'Ufficio diocesano per la Famiglia, con la Commissione per la
pastorale familiare e col Consultorio, interagendo con
saggezza fra loro e collaborando con gli altri uffici (Pastorale
giovanile, Caritas, Pastorale delle vocazioni) possono creare nuova
opportunità per il rilancio della pastorale.
Più concretamente: ogni parroco coinvolga le famiglie più sensibili
della parrocchia e nella diocesi si provveda, nei modi e nei tempi che
si riterranno più opportuni, ad una adeguata formazione spirituale e
teologica-culturale sia degli sposi che dei presbiteri che sia
incentrata sulla teologia della nuzialità, con l'approfondimento
particolare delle relazioni tra i due sacramenti dell'ordine e del
matrimonio in vista della missione e della dimensione sponsale della
spiritualità del presbitero.
Sarà poi opportuno che in ogni parrocchia, secondo le possibilità,
si formi uno o più gruppi famiglia che abbiano con il Parroco un buon
livello di comunione, stima, fiducia e collaborazione e siano coinvolti
nella programmazione pastorale per tendere insieme a dare un volto
"familiare" alla parrocchia, secondo quanto precedentemente
esposto.
L'ideale a cui tendere è che la parrocchia diventi "famiglia di
famiglie" come viene anche esplicitato al N° 23 del documento
della CEI Comunione e Comunità: "Una parrocchia è fedele
alla sua missione pastorale nella misura in cui aiuta concretamente le
famiglie a vivere nella comunione la vita comunitaria secondo la
ricchezza delle sue molteplici espressioni. In tal modo si introduce
nella comunità ecclesiale uno stile più umano e più fraterno di
rapporti personali che della Chiesa rivelano la dimensione familiare e
del mistero della Chiesa, la sua "maternità," il suo essere
"famiglia di Dio"; potrà così destarsi negli uomini divisi e
dispersi la nostalgia dell' "unico gregge sotto un solo
pastore".
L'azione dei gruppi familiari, che è, prima di tutto, testimonianza
della loro vocazione battesimale e della comunione sponsale, può avere
grande rilevanza nella preparazione dei fidanzati, nell'accompagnamento
delle famiglie giovani, nel sostegno alle famiglie in difficoltà o
irregolari, nella catechesi sacramentale e in tutte quelle forme di
evangelizzazione e carità in cui si può esprimere al meglio la
ricchezza della coppia-famiglia.
E' un cammino che deve essere simultaneamente intrapreso da ogni
singola parrocchia e dalla Diocesi e si richiede perciò che venga
coordinato da organismi diocesani che aiutino a realizzarlo nella
comunione e nel reciproco scambio di esperienze e di verifiche. Si
richiede perciò al Consiglio Presbiterale diocesano di elaborare
un Piano diocesano, con respiro almeno triennale e con verifica almeno
annuale, in cui vengano concretamente indicati cammini di formazione e
iniziative che si ritengono più adeguate per la realizzazione di questo
progetto pastorale.
Una particolare commissione di presbiteri, scelti dal Consiglio
Presbiterale e presieduta dal Direttore deII' Ufficio
diocesano per la famiglia, sarà affiancata da mèmbri della stessa
commissione e da un congrue numero di coppie, non superiore ai venti
elementi, che, pur mantenendo se possibile il criterio della
rappresentatività, sarà formato specialmente da persone che abbiano
una reale competenza per quanto riguarda la pastorale familiare e
disponibilità di tempo per un servizio indubbiamente impegnativo.
Si studino i modi più adeguati per creare piena sintonia fra questo
gruppo famiglia diocesano e il Consiglio presbiterale in modo che si
possa progredire in comunione di intenti nel servizio al popolo di Dio.
Con il patrocinio della S. Famiglia di Nazareth, insuperabile esempio
di chiesa domestica, chiediamo alla SS. Trinità che voglia benedire il
nostro impegno e concedere alla Chiesa di Alghero-Bosa una rinnovata
stagione di vita cristiana che aiuti ciascuno di noi a riscoprire la
ricchezza di ogni vocazione e a collaborare in spirito di vera
fraternità alla realizzazione del Regno di Dio.
+ Antonio Vacca
Vescovo di
Alghero-Bosa
18 Ottobre 2002
Festa di San Luca ev.

Lettera
di presentazione del convegno sulla famiglia
01.09.2002
Carissimi,
la rievangelizzazione delle nostre comunità non
può fare a meno della famiglia.
La missionarietà della Chiesa non può essere
piena se al ministero dei sacerdoti non si unisce il ministero dei
coniugi cristiani.
Per questo motivo la commissione per la pastorale
della famiglia ha proposto un convegno su "Famiglia risorsa
della comunità parrocchiale in un mondo che cambia" nei giorni
11-12-13 Ottobre presso il Centro pastorale di Monte Agnese in Alghero.
E' quanto mai opportuna la partecipazione di
tutti, sacerdoti, laici, particolarmente le coppie, religiosi e
religiose, per giungere ad una corresponsabilità pastorale pur nella
diversità dei ruoli.
Insieme potremo essere fedeli alla missione della
Chiesa. Vi attendo tutti e vi saluto nel Signore

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