La
Parrocchia dedicata alla Madonna del Santo Rosario nacque nella parte finale
della via XX Settembre nel 1966 (il primo Battesimo risale al 2 novembre
1966) nel magazzino di un edificio ormai demolito per fare spazio al
palazzo dove, attualmente, sono ospitati i negozi "Casa Cina".
Dopo pochi anni, grazie alla generosa donazione del
terreno e di un'importante somma di denaro, venne eretta l'attuale chiesa,
realizzata su progetto dell'Ing. Frulio, con struttura in cemento armato e
mattoni rossi.
L'edificio è composto da due corpi distinti ma uniti:
- la chiesa vera e propria a forma di losanga irregolare e composta da
unica navata con una cappella per lato (guardando verso l'altare: a destra
la cappella di Sant'Antonio da Padova, a sinistra la cappella della
Madonna del Rosario);
- la casa parrocchiale, comprendente sacrestia, biblioteca religiosa e
uffici.
I due corpi insieme hanno consentito di ricavare al
piano seminterrato una sala conferenze/teatro da oltre 100 posti (oggi
attrezzata con impianto di amplificazione e videoproiezione), una ricca
biblioteca generale, inclusa nel sistema bibliotecario cittadino, varie
sale riunioni dove si svolgono la catechesi e gli incontri dei gruppi che
ruotano intorno alla parrocchia.
Anche se incompleta, per l'insufficienza della seppur
generosa donazione, la chiesa venne comunque inaugurata, per la gioia dei
circa 5.000 residenti del quartiere, priva di pavimentazione, sostituita
per oltre 10 anni da un semplice battuto in cemento.
La chiesa del Rosario è stata retta dai
frati francescani sino al 1996 (ultimo parroco è stato padre Domenico Pippia), quando la scarsità di vocazioni ha costretto il Padre Provinciale
a rimettere nelle mani del vescovo la gestione della parrocchia.
Inizialmente
amministrata da don Raffaele Madau, che allora svolgeva anche le funzioni di parroco di San Luca, dopo un anno di
precarietà s.e. Mons. Antonio Vacca decideva di nominare nuovo parroco don
Pasqualino Ricciu, già parroco di San Marco a Fertilia.
Da allora la chiesa ha subito un'ulteriore
trasformazione nel 2002: gli interni sono stati completamente rifatti (ad
eccezione della pavimentazione, realizzata nei primi anni '80) ricoprendo del tutto i mattoni rossi,
sino a quel momento a vista anche all'interno, con intonaco e marmo di
Orosei.
Oggi l'edificio si presenta così:
I simulacri rappresentano la Madonna
del Rosario accompagnata dalle statue più piccole di San Domenico e Santa
Caterina da Siena, tutte provenienti dall'antico oratorio del Rosario posto nel Centro
Storico di Alghero e oggi sede del museo diocesano; le sculture, importate
da Napoli nel 1822, sono state
donate all'oratorio dalla contessa Serra Boyl, come riportato sui basamenti. La parrocchia è
inoltre arricchita da 6 imponenti tele realizzate dal maestro Salvatore Demartis nel 1986
commissionate dal Lions Club di Alghero che, volendo porre rimedio alla
totale disadornità dell'edificio di culto, le donarono insieme al maestro alla chiesa algherese.
Prese in consegna dall'allora parroco padre Giovanni
Medde, tre delle tele vennero collocate sul lato destro tra le colonne costruite
sporgenti rispetto alla parete, mentre le altre tre, provvisoriamente,
furono sistemate sul fronte sopra
l'altare, anche in ragione della difficoltà ad essere collocate sul lato
sinistro nella medesima posizione, soprattutto
a causa dell'irregolarità della pianta che non consentiva di posizionare la prima
e la terza tela tra le colonne sporgenti, realizzate a distanze inferiori rispetto
a quelle di destra.
Dopo i lavori del 2002 le tre tele frontali sono state
collocate lì dove sarebbero dovute essere sin dall'inizio, ossia sul lato
sinistro: al fine di consentire il collocamento delle tele di cui si
è appena detto (San Massimiliano Kolbe e San Francesco)
si è creato un sistema che, facendo sporgere i grandi dipinti rispetto
alle colonne, finiscono in parte per sovrapporsi alle stesse.
Le tele oggi sono quindi così esposte:
sulla destra per chi guarda l'altare: