Il Convegno sulla famiglia
11, 12 e 13 ottobre 2002

 
 

7° Gruppo

 
 La Traccia

Progettare la pastorale della parrocchia con la famiglia vuoi dire scoprire il progetto di Dio sulla famiglia e sulla parrocchia e delineare il cammino di conversione che famiglia e parrocchia devono percorrere per corrispondere "qui e ora" al progetto di Dio.

"Famiglia, diventa e credi in ciò che sei": comunità d'amore, segno dell'amore sponsale di Dio per l'umanità e di Cristo per la Chiesa, segno e strumento di comunione tra gli uomini. "Parrocchia, diventa e credi in ciò che sei": famiglia di famiglie, segno della comunione trinitaria, sacramento di comunione nel mondo. Nel Direttorio di Pastorale Familiare i Vescovi italiani affermano:

"...la pastorale familiare, in modo organico e sistematico, deve assumere un ruolo sempre più centrale in tutta l'azione pastorale della Chiesa, dal momento che, di fatto, quasi tutti gli obiettivi dell'azione ecclesiale o sono collocati entro la comunità familiare o almeno la chiamano in causa più o meno direttamente. Sotto questo profilo, la famiglia è di sua natura il luogo unificante aggettivo di tutta l'azione pastorale e deve diventarlo sempre più (CEI, Matrimonio e famiglia oggi in Italia, 16), sicché dovrà diventare abitudine acquisita considerare i riflessi e le possibili implicazioni familiari, in altri termini, è e deve essere innestata e integrata con l'intera azione pastorale della Chiesa, la quale riconosce nella famiglia non solo un ambito o un settore particolare di intervento, ma una dimensione irrinunciabile di tutto il suo agire" (DPF 97).

Alla luce di queste affermazioni e secondo quanto è emerso dal recente convegno di Cagliari (giugno 2001), occorre dunque concludere che le nostre parrocchie sono chiamate a passare:

- dall'idea di famiglia intesa come "oggetto"delle cure pastorali, a una famiglia riconosciuta come "soggetto pastorale", vale a dire una famiglia vista come "fonte generativa" della comunità parrocchiale e come "perno" della progettazione e della gestione della parrocchia;

- da una parrocchia intesa come un insieme di persone singole ad una parrocchia intesa come "famiglia di famiglie", in cui le famiglie sono la "base" della parrocchia e dove le famiglie si sentono come nella propria casa;

- da una famiglia vista come un "settore" della pastorale, ad una famiglia considerata come "trasversale" a tutta la pastorale;

- da una attenzione quasi esclusiva alla famiglie praticanti, ad un coinvolgimento missionario di tutte le famiglie.

Domande e Risposte

Premessa
Dei partecipanti a questo gruppo di studio, alcuni (tutti di una stessa parrocchia di città) vivono da diversi anni l'esperienza dei "gruppi famiglia
", altri fanno un cammino di formazione per mettersi al servizio di altre famiglie della parrocchia (centri di ascolto, catechesi), altri.... aspettano tempi migliori.

1. Quanto e come la famiglia può partecipare il suo stile di vita alla parrocchia:
- La famiglia si fonda ventiquattro ore al giorno sulla relazione: quanto e come tale relazione viene assunta a metodo stabile della vita della parrocchia?
- Allo stesso modo si dica di altri aspetti della vita familiare: condivisione, compresenza, compartecipazione, complementarità, corresponsabilità.
- Quanto e come gli sposi sono chiamati a trasfondere nel tessuto parrocchiale il loro stile di vita?
-Quale contributo specifico possono portare le famiglie alla crescita della comunione ecclesiale? E attraverso quali modalità? Quali relazioni sono chiamate a stabilire tra di loro?

Risposta
Coloro che appartengono sa gruppi famiglia considerano la parrocchia come la propria famiglia portando in essa gli stessi atteggiamenti che vivono in famiglia (rispetto della dignità delle persone, condivisione, compresenza, compartecipazione, complementarietà, corresponsabilità, apertura agli altri). Rilevano tuttavia che molti genitori nella loro parrocchia utilizzano i servizi che essa può erogare, senza sentirsi corresponsabili dell'educazione dei propri figli In una persona del gruppo, il senso di corresponsabilità col presbitero nell'azione educativa è così forte che ha ritenuto opportuno accogliere nella propria casa 28 bambini per la catechesi alla quale talvolta invita il parroco che ascolta le confessioni.

In alcune parrocchie si è capita la pari dignità del sacramento dell'ordine e del matrimonio, in altre, il parroco accoglie e sollecita la collaborazione della famiglie, in altre ancora (la maggior parte) il parroco è arbitro assoluto.

2. Quali criteri ispirativi ed operativi sono chiamate a portare le famiglie nell'attuazione del progetto pastorale?

Risposta
Il contributo delle famiglie all'attuazione del progetto pastorale è generalmente ispirato agli stessi atteggiamenti indicati in risposta alla prima domanda e specialmente al senso di corresponsabilità cercando di integrarsi per quanto è possibile col ruolo del parroco.

3. Come meglio armonizzare il ministero che scaturisce dal sacramento del Matrimonio e gli altri ministeri e servizi nella comunità, in particolare con il presbitero che è costituito "capo, maestro e guida"?

Risposta
Avere il coraggio di fare proposte significative, dopo avere analizzato la situazione, nel rispetto ed in collaborazione con gli altri ministeri e soprattutto cercando di "crescere insieme" con il parroco.

4. Nell'attuale situazione della parrocchia, quali proposte fate perché la famiglia sia realmente il centro unificante di tutta l'azione pastorale: nel momento della progettazione, nella realizzazione del progetto e nella verifica?

Risposta
Richiedere che in ogni parrocchia ci sia il progetto pastorale, nel quale sia data la dovuta importanza alla formazione delle famiglie (a livello teologico, psicologico e morale), in modo che esse acquistino consapevolezza del proprio ruolo e avvenga così il passaggio dalla condizione di oggetto della pastorale a quella di soggetto della pastorale.

Far pervenire in tempi brevi a tutti i parroci la relazione di mons. Bonetti (e magari poi commentarla in un ritiro per il clero), in modo che in essi avvenga quel cambiamento di mentalità necessario per trasformare la parrocchia da ente rogatore di servizi (sacramenti), in "famiglia di famiglie". E" auspicabile che anche nella diocesi ci sia un piano pastorale generale, anche in ordine alla famiglia, che preveda la libertà operativa nelle tre zone che hanno situazioni ed esigenze diverse.

5. Se ci sono già delle esperienze in atto, siete invitati a comunicarle ai presenti, evidenziando i lati positivi, le eventuali difficoltà incontrate e come sono state risolte, e le prospettive future.

Risposta
Le esperienze sono quelle indicate in premessa.

 


sito on line da venerdì 14 marzo 2002; aggiornato il 15.6.2008

© Parrocchia Madonna del Santo Rosario, Alghero -2002/2008; Webmaster: Gianfranco Mariano

Hit Counter