Progettare la pastorale della parrocchia con la famiglia vuoi dire
scoprire il progetto di Dio sulla famiglia e sulla parrocchia e delineare
il cammino di conversione che famiglia e parrocchia devono percorrere per
corrispondere "qui e ora" al progetto di Dio.
"Famiglia, diventa e credi in ciò che sei": comunità
d'amore, segno dell'amore sponsale di Dio per l'umanità e di Cristo per
la Chiesa, segno e strumento di comunione tra gli uomini. "Parrocchia,
diventa e credi in ciò che sei": famiglia di famiglie, segno
della comunione trinitaria, sacramento di comunione nel mondo. Nel Direttorio
di Pastorale Familiare i Vescovi italiani affermano:
"...la pastorale familiare, in modo organico e sistematico, deve
assumere un ruolo sempre più centrale in tutta l'azione pastorale della
Chiesa, dal momento che, di fatto, quasi tutti gli obiettivi dell'azione
ecclesiale o sono collocati entro la comunità familiare o almeno la
chiamano in causa più o meno direttamente. Sotto questo profilo, la
famiglia è di sua natura il luogo unificante aggettivo di tutta l'azione
pastorale e deve diventarlo sempre più (CEI, Matrimonio e famiglia
oggi in Italia, 16), sicché dovrà diventare abitudine acquisita
considerare i riflessi e le possibili implicazioni familiari, in altri
termini, è e deve essere innestata e integrata con l'intera azione
pastorale della Chiesa, la quale riconosce nella famiglia non solo un
ambito o un settore particolare di intervento, ma una dimensione
irrinunciabile di tutto il suo agire" (DPF 97).
Alla luce di queste affermazioni e secondo quanto è emerso dal recente
convegno di Cagliari (giugno 2001), occorre dunque concludere che le
nostre parrocchie sono chiamate a passare:
- dall'idea di famiglia intesa come "oggetto"delle cure
pastorali, a una famiglia riconosciuta come "soggetto pastorale",
vale a dire una famiglia vista come "fonte generativa" della
comunità parrocchiale e come "perno" della progettazione e
della gestione della parrocchia;
- da una parrocchia intesa come un insieme di persone singole ad una
parrocchia intesa come "famiglia di famiglie", in cui le
famiglie sono la "base" della parrocchia e dove le famiglie si
sentono come nella propria casa;
- da una famiglia vista come un "settore" della pastorale, ad
una famiglia considerata come "trasversale" a tutta la
pastorale;
- da una attenzione quasi esclusiva alla famiglie praticanti, ad un
coinvolgimento missionario di tutte le famiglie.
Domande e Risposte
Premessa
Dei partecipanti a questo gruppo di studio, alcuni (tutti di una stessa
parrocchia di città) vivono da diversi anni l'esperienza dei "gruppi
famiglia", altri fanno un cammino di formazione
per mettersi al servizio di altre famiglie della parrocchia (centri di
ascolto, catechesi), altri.... aspettano tempi migliori.
1. Quanto e come la famiglia può partecipare il
suo stile di vita alla parrocchia:
- La famiglia si fonda ventiquattro ore al giorno sulla relazione: quanto
e come tale relazione viene assunta a metodo stabile della vita della
parrocchia?
- Allo stesso modo si dica di altri aspetti della vita familiare:
condivisione, compresenza, compartecipazione, complementarità,
corresponsabilità.
- Quanto e come gli sposi sono chiamati a trasfondere nel tessuto
parrocchiale il loro stile di vita?
-Quale contributo specifico possono portare le famiglie alla crescita
della comunione ecclesiale? E attraverso quali modalità? Quali relazioni
sono chiamate a stabilire tra di loro?
Risposta
Risposta
Richiedere che in ogni parrocchia ci sia il progetto pastorale, nel quale
sia data la dovuta importanza alla formazione delle famiglie (a livello
teologico, psicologico e morale), in modo che esse acquistino
consapevolezza del proprio ruolo e avvenga così il passaggio dalla
condizione di oggetto della pastorale a quella di soggetto della
pastorale.
Far pervenire in tempi brevi a tutti i parroci la relazione di mons.
Bonetti (e magari poi commentarla in un ritiro per il clero), in modo che
in essi avvenga quel cambiamento di mentalità necessario per trasformare
la parrocchia da ente rogatore di servizi (sacramenti), in "famiglia
di famiglie". E" auspicabile che anche nella diocesi ci sia un
piano pastorale generale, anche in ordine alla famiglia, che preveda la
libertà operativa