Il Convegno sulla famiglia
11, 12 e 13 ottobre 2002

 
 

6° Gruppo

 
 La Traccia 

La famiglia è espressione visibile della carità di Dio: dono di comunione che si pone a servizio (missione regale) tra i suoi mèmbri, tra le generazioni, verso i più bisognosi della propria e delle altre famiglie.

Premessa

La famiglia è comunità d'amore. Essa "riceve la missione di custodire, rivelare e comunicare l'amore... Ogni compito particolare della famiglia è l'espressione e l'attuazione concreta di tale missione fondamentale" (FC 17). In quanto comunità di amore, essa realizza la sua identità e la sua missione quanto più cresce come comunione di persone, quanto più promuove la vita di comunione:

1) tra i suoi mèmbri: in famiglia ci si educa reciprocamente ad essere dono l'uno per l'altro. Tutto è destinato ad essere dono nella famiglia: è dono la sposa per il marito e il marito per la sposa; sono dono i figli per i genitori e i genitori per i figli. Sono dono la vita, la salute, la professione, la casa, i beni;

2) tra le generazioni: la famiglia è il luogo in cui si possono attuare relazioni paritarie tra l'uomo e la donna, tra genitori e figli, tra giovani, adulti e anziani. La famiglia è una società in miniatura, con tutte le relazioni sociali possibili, orizzontali e verticali;

3) verso i disabili, i malati e gli anziani: la famiglia, resa partecipe del mistero di amore di Cristo sulla Croce, è chiamata ad essere fonte inesauribile di accoglienza e di servizio fraterno verso i suoi mèmbri più deboli. 

A volte le famiglie si trovano a portare croci molto pesanti, per svariati motivi:

- persone anziane che vivono con le pensioni minime, che permettono appena la sopravvivenza;
- operai che perdono il posto perché non riescono a "riciclarsi" nella fabbrica modernizzata con le nuove tecnologie;
- famiglie cariche di debiti per affari andati male o per disgrazie;
- famiglie gravate dal peso dell'usura;
- famiglie che si costruiscono le sofferenze con le loro mani: per la roba, i soldi, un'eredità, il vizio del gioco.... ;
- immigrati che hanno trovato lavoro, ma che non trovano casa;
- disoccupazione o impossibilità di trovare lavoro, soprattutto per i giovani. 

Altre volte le famiglie ritrovano di fronte a difficoltà impreviste:

- disgrazie che colpiscono un congiunto: un incidente stradale o sul lavoro, una malattia incurabile, la depressione;
- genitori che si vedono nascere un bimbo Handicappato o hanno un figlio tossicodipendente;
- figli adulti che hanno il papa o la mamma non autosufficienti;
- famiglie che non riescono ad assistere in maniera sufficiente malati cronici;
- mogli che si vedono abbandonate dai mariti o mariti abbandonati dalle mogli;
- famiglie dove una o più persone sono coinvolte in sette o nuovi movimenti religiosi compromettenti;
- genitori che soffrono per i figli che non corrispondono al loro amore e alle loro cure.... 

A queste situazioni di povertà possono dare una risposta le altre famiglie, grazie al potenziale di bene di cui sono dotate. "Le famiglie, sia singole che associate, possono e devono dedicarsi a molteplici opere di servizio sociale, specialmente a vantaggio dei poveri, e comunque di tutte quelle persone e situazioni che l'organizzazione previdenziale ed assistenziale delle pubbliche autorità non riesce a raggiungere" (FC 44).

Domande e Risposte

1 ) Che cosa fare per ravvivare la comunicazione nella vita di coppia? E tra genitori e figli? Nel dialogo quali errori evitare e quali virtù umane praticare? 

 Risposta
La comunicazione nella vita della coppia si ravviva con il dialogo i gesti la sensibilità. Quando i coniugi o i figli cessano di dialogare all’ interno della famiglia si creano divisioni , incomprensioni, si allontanano, prevalgono atteggiamenti di rifiuto e di non accettazione. E’ necessario con i figli praticare la virtù della pazienza, accompagnando i figli nei vari momenti della loro vita in famiglia ,aiutati dalla preghiera con la speranza che il Signore ha potere di ricostruire ciò che il nostro egoismo distrugge. Alla luce della fede tutto scopriamo essere dono di Dio. Ciò che si deve evitare e’ la fretta, l’irascibilità, il rifiuto delle ragioni dell’ altro.  

2) Nella relazione interpersonale, come coltivare i tre atteggiamenti fondamentali del diàlogo familiare: la rivelazione di sé, la donazione di sé e l'accoglimento dell'altro?

Risposta
Nella relazione interpersonale ciascuno si deve sentire dono per l’altro e nello stesso tempo responsabile dell’ altro per aiutarci a crescere. Ai figli bisogna far capire che non sono soli condividendo con gli altri ciò che hanno. Tutti noi dobbiamo sentire l’ altro come un nostro fratello.  

3) Quale conversione deve avvenire nei componenti della famiglia, perché in famiglia possa crescere la vita di comunione?

Risposta
La famiglia sostenuta dall’ ascolto della parola di Dio e’ chiamata ad aprirsi ai bisogni e alle necessità dei suoi componenti. I genitori devono diventare esempi viventi di comunione per i figli in una azione evangelizzatrice che si vive in primo luogo all’ interno della famiglia.  

4) Che cosa fare per accogliere e far sentire a loro agio le famiglie che vengono ad abitare nel nostro quartiere?

Risposta
Nella nostra società stiamo perdendo il rapporto il contatto con i nostri vicini, l’indifferenza produce la solitudine e fa venir meno la speranza. I vecchi e i piccoli spesso vivono in famiglie disgregate con grandi sofferenze. Dovremmo riscoprire il valore del vivere l’ essenzialità, per poter condividere con gli altri ciò che abbiamo,e ricordare che ciò che possediamo non e’ per merito nostro, ma dono di Dio. Dobbiamo andare incontro agli altri, visitare le famiglie con le quali per qualsiasi motivo veniamo a contatto, e sentire che la nostra missione inizia fra quelli che stanno intorno a noi perchè il piccolo seme gettato può germogliare e dare molto frutto.

5) Quale attenzione si presta in parrocchia verso le famiglie in difficoltà? C'è un "osservatorio" di queste famiglie?

Risposta
Per quanto riguarda l’attenzione della Parrocchia alle famiglie in difficoltà, è emerso che in quasi tutte le Parrocchie la Caritas o i Centri di Ascolto, quelli gia operanti o in via di costituzione, si occupano sopratutto delle difficoltà materiali delle famiglie. Unitamente all’aiuto materiale è però importante e necessario che le famiglie vengano aiutate ad incontrarsi con Gesu’ Cristo. Nessuno ha parlato di osservatorio di famiglie in difficoltà.

6) Quali forme di solidarietà si possono realizzare verso le famiglie in difficoltà?

Risposta
Le forme di solidarietà che la Parrocchia può offrire sono legate all’accoglienza e al rispetto della realtà della loro storia. Queste famiglie devono vedere nella Parrocchia un punto di riferimento che le accetta e le aiuta nella gratuità.

7) Come accogliere e aiutare le coppie in situazione irregolare: separati, divorziati e conviventi?

Risposta
Il primo aiuto è quello che le coppie irregolari non si sentano giudicate, e in particolare per i conviventi è necessario aiutarli a maturare il desiderio di sposarsi nel Signore, e per i separati a riscoprire la forza e la fecondità del vincolo matrimoniale.


sito on line da venerdì 14 marzo 2002; aggiornato 20.1.2010

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