|
La
Traccia
La famiglia è espressione visibile
della carità di Dio: dono di comunione che si pone a servizio (missione
regale) tra i suoi mèmbri, tra le generazioni, verso i più
bisognosi della propria e delle altre famiglie.
Premessa
La famiglia è comunità d'amore. Essa "riceve la missione di
custodire, rivelare e comunicare l'amore... Ogni compito particolare
della famiglia è l'espressione e l'attuazione concreta di tale missione
fondamentale" (FC 17). In quanto comunità di amore, essa
realizza la sua identità e la sua missione quanto più cresce come
comunione di persone, quanto più promuove la vita di comunione:
1) tra i suoi mèmbri: in famiglia ci si educa reciprocamente
ad essere dono l'uno per l'altro. Tutto è destinato ad essere dono
nella famiglia: è dono la sposa per il marito e il marito per la sposa;
sono dono i figli per i genitori e i genitori per i figli. Sono dono la
vita, la salute, la professione, la casa, i beni;
2) tra le generazioni: la famiglia è il luogo in cui si
possono attuare relazioni paritarie tra l'uomo e la donna, tra genitori
e figli, tra giovani, adulti e anziani. La famiglia è una società in
miniatura, con tutte le relazioni sociali possibili, orizzontali e
verticali;
3) verso i disabili, i malati e gli anziani: la famiglia,
resa partecipe del mistero di amore di Cristo sulla Croce, è chiamata
ad essere fonte inesauribile di accoglienza e di servizio fraterno verso
i suoi mèmbri più deboli.
A volte le famiglie si trovano a portare
croci molto pesanti, per svariati motivi:
- persone anziane che vivono con le pensioni minime, che
permettono appena la sopravvivenza;
- operai che perdono il posto perché non riescono a
"riciclarsi" nella fabbrica modernizzata con le nuove
tecnologie;
- famiglie cariche di debiti per affari andati male o per disgrazie;
- famiglie gravate dal peso dell'usura;
- famiglie che si costruiscono le sofferenze con le loro mani: per la
roba, i soldi, un'eredità, il vizio del gioco.... ;
- immigrati che hanno trovato lavoro, ma che non trovano casa;
- disoccupazione o impossibilità di trovare lavoro, soprattutto per
i giovani.
Altre volte le famiglie ritrovano di fronte a difficoltà
impreviste:
- disgrazie che colpiscono un congiunto: un incidente stradale o
sul lavoro, una malattia incurabile, la depressione;
- genitori che si vedono nascere un bimbo Handicappato o hanno un
figlio tossicodipendente;
- figli adulti che hanno il papa o la mamma non autosufficienti;
- famiglie che non riescono ad assistere in maniera sufficiente
malati cronici;
- mogli che si vedono abbandonate dai mariti o mariti abbandonati
dalle mogli;
- famiglie dove una o più persone sono coinvolte in sette o nuovi
movimenti religiosi compromettenti;
- genitori che soffrono per i figli che non corrispondono al loro
amore e alle loro cure....
A queste situazioni di povertà possono dare
una risposta le altre famiglie, grazie al potenziale di bene di cui sono
dotate. "Le famiglie, sia singole che associate, possono e devono
dedicarsi a molteplici opere di servizio sociale, specialmente a
vantaggio dei poveri, e comunque di tutte quelle persone e situazioni
che l'organizzazione previdenziale ed assistenziale delle pubbliche
autorità non riesce a raggiungere" (FC 44).
Domande e Risposte
1
) Che cosa fare per ravvivare la comunicazione nella vita di coppia? E
tra genitori e figli? Nel dialogo quali errori evitare e quali virtù
umane praticare?
Risposta
La
comunicazione nella vita della coppia si ravviva con il dialogo i gesti
la sensibilità. Quando i coniugi o i figli cessano di dialogare all’
interno della famiglia si creano divisioni , incomprensioni, si
allontanano, prevalgono atteggiamenti di rifiuto e di non accettazione.
E’ necessario con i figli praticare la virtù della pazienza,
accompagnando i figli nei vari momenti della loro vita in famiglia
,aiutati dalla preghiera con la speranza che il Signore ha potere di
ricostruire ciò che il nostro egoismo distrugge. Alla luce della fede
tutto scopriamo essere dono di Dio. Ciò che si deve evitare e’ la
fretta, l’irascibilità, il rifiuto delle ragioni dell’ altro.
2)
Nella relazione interpersonale, come coltivare i tre atteggiamenti
fondamentali del diàlogo familiare: la rivelazione di sé, la donazione
di sé e l'accoglimento dell'altro?
Risposta
Nella relazione interpersonale ciascuno si deve
sentire dono per l’altro e nello stesso tempo responsabile dell’
altro per aiutarci a crescere. Ai figli bisogna far capire che non sono
soli condividendo con gli altri ciò che hanno. Tutti noi dobbiamo
sentire l’ altro come un nostro fratello.
3)
Quale conversione deve avvenire nei componenti della famiglia, perché
in famiglia possa crescere la vita di comunione?
Risposta
La famiglia sostenuta dall’ ascolto della parola di
Dio e’ chiamata ad aprirsi ai bisogni e alle necessità dei suoi
componenti. I genitori devono diventare esempi viventi di comunione per i
figli in una azione evangelizzatrice che si vive in primo luogo all’
interno della famiglia.
4)
Che cosa fare per accogliere e far sentire a loro agio le famiglie che
vengono ad abitare nel nostro quartiere?
Risposta
Nella nostra società stiamo perdendo il rapporto il
contatto con i nostri vicini, l’indifferenza produce la solitudine e
fa venir meno la speranza. I vecchi e i piccoli spesso vivono in famiglie
disgregate con grandi sofferenze. Dovremmo riscoprire il valore del vivere
l’ essenzialità, per poter condividere con gli altri ciò che
abbiamo,e ricordare che ciò che possediamo non e’ per merito
nostro, ma dono di Dio. Dobbiamo andare incontro agli altri, visitare le
famiglie con le quali per qualsiasi motivo veniamo a contatto, e sentire
che la nostra missione inizia fra quelli che stanno intorno a noi perchè
il piccolo seme gettato può germogliare e dare molto frutto.
5)
Quale attenzione si presta in parrocchia verso le famiglie in
difficoltà? C'è un "osservatorio" di queste famiglie?
Risposta
Per quanto riguarda l’attenzione della Parrocchia
alle famiglie in difficoltà, è emerso che in quasi tutte le Parrocchie
la Caritas o i Centri di Ascolto, quelli gia operanti o in via di
costituzione, si occupano sopratutto delle difficoltà materiali delle
famiglie. Unitamente all’aiuto materiale è però importante e
necessario che le famiglie vengano aiutate ad incontrarsi con Gesu’
Cristo. Nessuno ha parlato di osservatorio di famiglie in difficoltà.
6)
Quali forme di solidarietà si possono realizzare verso le famiglie in
difficoltà?
Risposta
Le forme di solidarietà che la Parrocchia può offrire
sono legate all’accoglienza e al rispetto della realtà della loro
storia. Queste famiglie devono vedere nella Parrocchia un punto di
riferimento che le accetta e le aiuta nella gratuità.
7)
Come accogliere e aiutare le coppie in situazione irregolare: separati,
divorziati e conviventi?
Risposta
Il primo aiuto è quello che le coppie irregolari non
si sentano giudicate, e in particolare per i conviventi è necessario
aiutarli a maturare il desiderio di sposarsi nel Signore, e per i
separati a riscoprire la forza e la fecondità del vincolo matrimoniale.

|