La famiglia cristiana esercita il ministero sacerdotale nella
celebrazione liturgica del giorno del Signore e nella preghiera comune (missione
sacerdotale).
Premessa
a) La celebrazione del giorno del Signore
La famiglia è comunità di amore chiamata a celebrare l'amore di Dio
attraverso una molteplicità di espressioni. Ma l'espressione più alta
dell'amore di Dio è quella che la famiglia cristiana vive alla domenica,
"giorno del Signore e Signore dei giorni": la partecipazione
all'Eucaristia. La domenica è infatti la pasqua della settimana,
memoriale della risurrezione del Signore, del giorno in cui il Signore è
risorto ed è apparso vivo ai discepoli, i quali lo hanno riconosciuto
allo "spezzare del pane". Essa è nello stesso tempo memoria di
un evento che ha cambiato la storia umana, dono della presenza del Signore
che convoca i credenti in assemblea, profezia della futura e definitiva
convocazione dei salvati.
Al centro della vita cristiana sta la domenica e al centro della
domenica sta la celebrazione dell'Eucaristia. Ogni domenica Cristo risorto
chiama genitori e figli a partecipare insieme alla santa Messa, per
spezzare il pane della Parola ed il pane del suo Corpo, perché diventino
pane spezzato per i fratelli. In essa la coppia riscopre se stessa come
attualizzazione del mistero della nuova alleanza celebrata
nell'Eucaristia. Accogliendo il dono d'amore che Cristo fa di se stesso, i
coniugi imparano a donarsi reciprocamente e a trasfigurare i loro corpi
con l'amore. "E' in questo sacrifìcio della nuova ed eterna Alleanza
che i coniugi cristiani trovano la radice dalla quale scaturisce, ed è
interamente plasmata e continuamente vivificata la loro alleanza
coniugale" (FC 57). Il Pane eucaristico fa diventare la
famiglia "un sol corpo".
La famiglia cristiana, celebrando il giorno del Signore, da un
fondamento solido alla comunione coniugale e familiare, ristabilisce
rapporti di unità e di solidarietà con i vicini e nella comunità
ecclesiale, si impegna nel servizio di carità e può vivere insieme la
gioia della festa.
Domande e Risposte
1. La coppia ha
riscoperto il rapporto profondo che esiste tra Eucaristia e Matrimonio,
sacramenti chiamati ad esporre l'unico mistero nuziale?
Risposta
L'Eucaristia è al centro della vita cristiana, Cristo rivela l'amore di
Dio Padre, la Chiesa è una famiglia di famiglie quindi centro della vita
familiare dev'essere l'Eucaristia. La stima del sacramento del matrimonio
è sempre stata alta, in
questo periodo è forte dell'impulso
data dal Concilio Vaticano II la teologia decisamente
"rivalutato" il ruolo del laico nella Chiesa. Contemporaneamente
la Chiesa tutta ha preso coscienza della bellezza, della forza e
dell'importanza del sacramento matrimonio che al pari del sacramento
dell'ordine è data per l'edificazione della Chiesa stessa. La Chiesa lo
ha sempre vissuto anche se forse non né aveva piena coscienza.
Matrimonio
ed Eucaristia devono essere vissuti bene in coppia
2. Le coppie
raccontano come vivono il "giorno del Signore", rilevando
aspetti significativi e aspetti problematici.
Risposta
-
Il
giorno del Signore è un'occasione per vivere l'Eucaristia come dono
all'interno della coppia (l'uno per l'altro) e per stabilire relazioni con
gli altri membri della Comunità.
-
Occasione di offerta e di ricezione d'amore
-
Rendere grazie
La
coppia cristiana deve tendere a vivere questi valori;
la società attuale propone, per trovare la felicità, il consumo
di energie, del tempo con lo stress del week-end e per i giovani lo
"sballo" del sabato sera discoteca e l’assopimento della mente
con droghe e rumore senza stabilire relazioni significative con nessuno:
l'uomo è solo.
3. In che modo le
famiglie possono vivere insieme il "giorno del Signore" e le
altre festa parrocchiali?
Risposta
-
La
famiglia deve partecipare tutta insieme alla celebrazione Eucaristica
-
Portare
nell'Eucaristia le esperienze della settimana vissuta per farne dono agli
altri e contemporaneamente accogliere le esperienze di altre coppie
-
Educarsi,
vivere la Festa,
anche con "segni" esterni. Evidenziare i segni
caratteristici dei tempi liturgici specie del periodo avvento - natale e
quaresima - pasqua.
-
Spiegare
in ogni domenica un segno dell'eucaristia
-
Costituire
comunità accoglienti che accettano tutti così come sono in
special modo i bambini e i così detti "ultimi"
-
Curare
l'accoglienza, il saluto finale;
favorire dopo l'eucaristia la "socializzazione” dei e tra i
fedeli.
4. Quale ruolo sono
chiamate a svolgere le famiglie nella celebrazione dell'Eucaristia
domenicale?
Risposta
-
Compito
essenziale della famiglia è educare alla fede; l'inserimento dei figli
nella vita attiva della parrocchia
si esprime soprattutto attraverso il servizio (canto, catechesi,
lettorato e servizio di carità verso i poveri, gli ammalati);
-
Favorire
l'inserimento dei figli facendo assumere loro, gradatamente, compiti
sempre più gravosi.
-
Non
drammatizzare quando i figli "abbandonano" la Chiesa, ma
continuare a star loro vicini , specie con la preghiera, senza assillarli,
in attesa che possano scegliere Cristo in maniera adulta e responsabile.
b) La preghiera comune
La famiglia cristiana trasforma la sua vita
in "sacrificio spirituale" anche attraverso la preghiera: la
lettura della Bibbia e la recita del Rosario (almeno nei tempi forti
dell'anno liturgico); la preghiera del mattino e della sera come momento
di progettazione e di verifica della giornata all'interno della famiglia;
la preghiera prima dei pasti (specialmente la domenica) e nei momenti
impegnativi e di prova (esami dei figli, una malattia, un nuovo lavoro).
In diverse famiglie si è introdotta la "liturgia delle Ore": le
Lodi al mattino e del Vespero alla sera, che fanno ricordare e rivivere il
mistero pasquale della morte e risurrezione del Signore. E' stato
pubblicato recentemente un breviario adattato al cammino di preghiera
della famiglia! Sta anche diffondendosi l'adorazione eucaristica, la
preghiera comunitaria tra famiglie e l'esperienza della lectio divina
in famiglia.
Quanta luce e forza viene alla famiglia da
questa preghiera domestica, dove emergono problemi familiari, dove ci si
chiede perdono, ci si riconcilia, dove ci si esorta ad amare il Signore,
ci si edifica reciprocamente!
Domande
1. Condividete la vostra esperienza di preghiera,
come coppia e come famiglia. Come avete maturato in voi la necessità e
l'importanza di questo incontro vivo, vero, profondo e trasformante con
Dio? Quale posto tuttora occupa la preghiera? Quando, quanto e come si
prega? Quale eventuale spiritualità vi sostiene maggiormente? Quale
eventuale aiuto trovate in parrocchia?
2. Condividete la vostra esperienza familiare di
lettura e di riflessione sulla Bibbia o di eventuale Lecito divina
in famiglia: come e quando vi riservate un momento così prezioso? Quali
testimonianze di conversione, di luce e di pace volete raccontare?
Risposta
(alle domande 1 e 2)
-
Abbiamo
riscoperto la bellezza e la gioia di pregare insieme, come coppia.
La domenica riusciamo a pregare tutta la famiglia insieme nella
celebrazione delle lodi.
-
Nella
preghiera di coppia si ri-scopre la comune fragilità;
-
È
occasione di dare e ricevere perdono
-
Per
pregare occorre fare un percorso di fede, ed imparare a pregare
-
Le
occasioni per pregare insieme possono essere al mattino, la sera o prima
dei pasti
3. E' bello vivere "da cristiani" le
feste più care di una famiglia: anniversari, compleanni, onomastici e
altri avvenimenti o ricorrenze! Quali esperienze avete già fatto o quali
proposte suggerite?
4. Come si affrontano in famiglia la malattia
delle persone care o le inevitabili prove della vita? Come educarci
reciprocamente a "portare la croce di ogni giorno", ad affidarci
pienamente al Padre di ogni bontà e misericordia?
Risposta
(alla domanda 4)
-
Non
è facile assumere lo stesso atteggiamento di Cristo. Accettare
liberamente il dolore perché con quel gesto si completa nel nostro corpo
la passione di Cristo…e tutto questo con la gioia vera del salvato…
-
Adesione
alla volontà di Dio. Ho in casa un esempio di
accettazione della sofferenza senza mai un lamento..
-
Per
crescere in tal senso occorre affidarsi a Dio che ci illumina con la sua
Parola
-
Quando
andiamo a visitare gli ammalati spesso bisogna saper tacere, o essere
disarmati… però a volte una parola vale più di mille cure.. spetta a
noi, con l'aiuto del Signore, il discernimento. Certezza che per superare
le sofferenze Dio ci dà la forza necessaria. È stato raccontato un
episodio: una persona attraverso la sofferenza ha recuperato un cognato
col quale c'era incompatibilità; è stato il Signore a suggerire ad
entrambi il modo per ritrovarsi.
-
C'è
una sostanziale non accettazione della sofferenza specie di quella degli
innocenti, la frase che ci sentiamo rivolgere è "perché proprio a
me?"
-
È
nella celebrazione Eucaristica che tutte queste cose trovano significato,
pienezza e compimento.
-
Se
dovesse capitare a me o ad un mio
familiare… è stato da tutti ribadito che le "armi"
sono: l'ascolto della Parola, confidare ed affidarsi al Signore… è solo
attraverso la preghiera che si può fare qualche progresso in questo
campo.
-
Affrontare
il problema con le "armi" che abbiamo suggerito, evitare che
venga rimosso
c) La liturgia della vita
La vita cristiana non cresce se la liturgia
della Parola e del sacramento non sfocia nella liturgia della vita.
Infatti la liturgia del rito, oltre che esprimere la lode, il
ringraziamento e l'adorazione a Dio, ha lo scopo di abilitare i credenti
ad attuare la liturgia della vita, ossia il dono di sé: "Venite
impiegati come pietre vive, per costruire un edifìcio spirituale, per un
sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio" ( IPt
2,4-5). Le celebrazioni liturgiche rappresentano così il punto di
partenza e il momento culminante della vita e del servizio pastorale.
Slegate dalla "liturgia della vita" quelle celebrazioni
degenerano in un ritualismo sterile.
Per gli sposi in modo del tutto specifico
il linguaggio del corpo (£/'5,28: "I mariti hanno il dovere di amare
le proprie mogli come il corpo") diviene lingua della liturgia,
perché in base ad esso, sul suo fondamento, viene costruito il segno
sacramentale del matrimonio. La liturgia rileva anzitutto come in quel
segno si realizzi la dimensione dell'Alleanza e della grazia. Così
ricorda Giovanni Paolo II nella Familiaris consortio: "II
matrimonio cristiano, come tutti i sacramenti che sono ordinati alla
santificazione degli uomini, alla edificazione del corpo di Cristo e
infine, a rendere culto a Dio", è in se stesso un atto liturgico di
glorificazione di Dio in Gesù Cristo e nella Chiesa" (FC 56);
è così memoriale, attualizzazione e profezia di quanto avvenuto sulla
croce, gli sposi sono l'uno per l'altra, e per i figli, testimoni della
salvezza, di cui il sacramento li rende partecipi.
Domande
1. Come fare interagire l'essere un "atto
liturgico" della coppia-famiglia, con la liturgia della comunità
parrocchiale?
2. Come aiutare gli sposi e la famiglia a
comprendere maggiormente i riti, i gesti, i segni liturgici e a
partecipare attivamente alle celebrazioni liturgiche?
Risposta
(alle domande 1 e 2)
-
Con
la testimonianza di una fede adulta.
-
Eliminare
la separazione tra vita e celebrazione Eucaristica
-
Partecipazione
liturgico sacramentale come coppia
(per recitare insieme l'atto di pentimento ed offrirsi la pace)
-
Avere
una pastorale familiare che aiuti alla preparazione al matrimonio, con un
cammino di fede specifico, non possono certo bastare tre o quattro
incontri prima. Per diventare sacerdote occorrono 13 anni di
preparazione…
-
Accompagnare
le giovani coppie. Molti divorzi avvengono entro il primo anno di
matrimonio…Spesso sono impreparati a superare le difficoltà… è più
"comodo" almeno a prima vista separarsi….occorre che le coppie
"anziane" diano testimonianza di come insieme abbiano superato
le inevitabili crisi coniugali.
-
Pensare
anche per le coppie anziane, anche per loro occorre un cammino di fede
(per togliere quel po’ di ruggine che la vita può aver deposto)
3. La coppia conosce il linguaggio del corpo per
dire l'amore: come collaborare perché anche il linguaggio liturgico venga
attuato e riconosciuto come il modo con cui la Chiesa canta e celebra
l'amore dello sposo e riceve le parole e il corpo dell'amato Cristo Gesù?
4. Come aiutare gli sposi a la famiglia a far
rifluire la vita nella liturgia (a celebrare l'azione di Dio che salva la
nostra vita) e a far rifluire la liturgia nella vita (a "vivere"
nel quotidiano quello che "siamo diventati" con la celebrazione
liturgica)?
Risposta
(alla domanda 4)
-
Non
dobbiamo scervellarci per trovare le parole o qualche linguaggio
particolare per del corpo. È ancora una volta la Parola che ci viene
incontro. Il corpo è immagine viva del Signore: " maschio e femmina
li creò" Esso è pertanto da amare e onorare perché "molto
buono"
-
L'uomo
è chiamato a cantare la corporeità (Cantico dei cantici), ma non in
maniera banale o irrispettosa del progetto di Dio sull'uomo
-
Attraverso
il corpo l'uomo è chiamato a lodare il Signore, suo creatore
-
Spontaneità
dei gesti, offerta di se, totale dono per l'altro sono gli atteggiamenti
comuni, i punti di contatto tra la vita di coppia e la celebrazione
Eucaristica.
5. Quali suggerimenti date perché le
celebrazioni liturgiche educhino ad una religiosità autentica, ad un
rapporto con Dio convinto, vero, intimo, vitale?
6. Quali esperienze di celebrazioni liturgiche
avete fato nei luoghi in cui la famiglia vive (quartiere, zona, piazza,
punto di ritrovo... )?
