Il Convegno sulla famiglia
11, 12 e 13 ottobre 2002

 
 

4° Gruppo

 

Animatori: Don Antonello Mura, Michelina Cherchi, Giuseppe Sini.
N° partecipanti: 20  

 La Traccia

La famiglia, guidata dallo Spirito, sa suscitare ed accogliere le vocazioni per la vita sacerdotale, per la vita consacrata e per il matrimonio.

Premessa

Ordine Sacro e Matrimonio sono due sacramenti che hanno nella Chiesa un ruolo analogo e complementare. Infatti entrambi sono segno dell'amore sponsale di Cristo per la Chiesa; entrambi contribuiscono alla salvezza rispettivamente dei presbiteri e degli sposi cristiani attraverso il servizio che essi offrono agli altri; entrambi sono al servizio della vita comunitaria, ordinati a formare e dilatare il popolo di Dio.

L'Ordine Sacro costituisce il presbitero - rappresentante di Cristo capo, pastore e sposo della Chiesa - al servizio del "mistero di comunione" della Chiesa, del sacerdozio dei fedeli e in, primo luogo, della ministerialità coniugale. Attraverso il presbitero Cristo costruisce e guida la sua Chiesa, nell'armonia delle diverse vocazioni, carismi e servizi. Il presbitero ha il compito di sviluppare in tutti i fedeli la grazia battesimale e di promuovere e valorizzare i loro diversi ruoli, carismi e ministeri, perché essi possano esercitare con fedeltà e pienezza il sacerdozio comune e la comunità risplenda come un "regno di sacerdoti".

Il Matrimonio cristiano costituisce la coppia degli sposi come una "cellula"della comunità locale, grazie alla quale la comunità locale diventa "famiglia di famiglie". Il matrimonio cristiano, come tutti i sacramenti, è in se stesso un atto liturgico di glorificazione di Dio in Gesù Cristo e nella Chiesa. Inoltre è fonte propria e mezzo originale di santificazione dei coniugi e della famiglia cristiana. La grazia del sacramento, infatti, non si esaurisce nella sua celebrazione, ma accompagna i coniugi lungo tutta la loro esistenza. Dallo stesso sacramento discendono la grazia e l'impegno morale di trasformare tutta la loto vita in un continuo "sacrificio spirituale" (cf. FC 56), per fare della famiglia il luogo della prima e fondamentale esperienza di comunione e lo strumento di crescita della comunità cristiana. Da esso deriva per i genitori il compito di dare ai figli un'educazione cristiana e di aiutarli a scoprire il progetto che Dio ha su ciascuno di essi. Scoprire e realizzare il progetto di Dio, che portano nel cuore, e vivere la vita come "dono e servizio" è il segreto della loro riuscita nella vita.

Anche la vita consacrata è un segno dell'amore sponsale di Cristo per la Chiesa, ma come prolungamento ed anticipazione. La persona consacrata, che rinuncia a tutto per andare direttamente a Dio, prolunga sulla ferra l'amore che Gesù nutrì verso il Padre quando viveva tra noi (era un amore eterno calato nel tempo) e anticipa l'amore diretto ed immediato con cui il Cristo glorioso e la Chiesa celeste sua Sposa ameranno il Padre, nella beatitudine delle Nozze eterne.

Domande

1. Come gli sposi possono tener viva la grazia del sacramento del matrimonio per far comprendere più facilmente ai giovani la bellezza di costruire una famiglia?

2. Che cosa possono fare i genitori per aiutare i figli a scoprire il progetto di Dio sulla loro vita e a corrispondervi?

3. Che cosa possono fare i genitori per aiutare i figli a scoprire ed accogliere la vocazione al matrimonio e alla famiglia?

4. Che cosa possono fare i genitori per aiutare i figli a scoprire ed accogliere la vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata?

Interrogativi generali emersi:

  1. cosa si fa nelle nostre comunità per la pastorale dei fidanzati e delle coppie giovani?

  2. Cosa si intende fare per le coppie che si separano dopo pochi anni di matrimonio?

  3. come aiutare i genitori a rimanere educatori della fede anche quando i figli vivono una stagione di lontananza dalla chiesa?

Suggerimenti per un’eventuale lettera pastorale

  1. Dare il primato alla parola e alla preghiera vocazionale nel campo dell’educazione anche con opportune iniziative parrocchiali e diocesane.

  2. costituire quando è possibile equipe educative parrocchiali in cui siano rappresentate tutte le vocazioni ad immagine di una chiesa tutta ministeriale.

  3. La dimensione vocazionale sia alla base della catechesi dell’iniziazione cristiana e della pastorale dei fidanzati e delle coppie.

  4. dare un posto nella comunità anche ai genitori che non hanno figli o che hanno figli adulti.

  5. celebrare comunitariamente e solennemente gli anniversari di 25° e 50° di matrimonio, di ordinazione sacerdotale e di consacrazione religiosa.
    Ugualmente, alla fine di ogni anno, celebrare in ogni comunità tutti coloro che hanno ricevuto il sacramento del matrimonio.

 

Inoltre chiediamo alla diocesi di non avere paura di sognare un futuro più bello, privilegiando sempre l’apertura e il confronto con le realtà diverse dalla nostra.

 


sito on line da venerdì 14 marzo 2002; aggiornato il 15.6.2008

© Parrocchia Madonna del Santo Rosario, Alghero -2002/2008; Webmaster: Gianfranco Mariano

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