Il Convegno sulla famiglia
11, 12 e 13 ottobre 2002

 
 

2° Gruppo

 
 La Traccia 

La famiglia per vocazione è dono di comunione e di educazione alla fede nel Dio-Amore nell'accompagnare i figli nel cammino di iniziazione cristiana: Battesimo - Cresima - Eucaristia.

Premessa

La famiglia cristiana educa i suoi figli alla vita di fede attraverso l'itinerario di iniziazione cristiana e la celebrazione dei sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell'Eucaristia.

I genitori sono i primi "araldi della fede" (A4 11); quindi non devono essere secondi a nessuno. Essi per primi hanno il compito di guidare i figli ad una sapiente ricerca e scoperta di Dio. E i figli hanno diritto di ricevere da papa e mamma un aiuto a conoscere Dio creatore e Padre di tutti. Ciò che essi apprendono in quella piccola grande scuola che è la famiglia, entra di forza, come una sorta di misterioso ed ineliminabile "codice genetico", nel patrimonio spirituale dei figli.

I genitori, sostenuti dalla grazia del sacramento del Matrimonio e animati dalla catechesi ricevuta in parrocchia, aiuteranno i loro figli:

- a scoprire la gioia di essere amati da Dio e la fierezza di essere diventati, mediante il Battesimo, figli suoi;
- a confermare personalmente la fede e a testimoniarla con coraggio lungo le strade della vita, sonetti e guidati dal dono dello Spirito ricevuto nella Cresima;
- a fare l'esperienza settimanale dell'incontro con Cristo, assieme a tutta la commuta ecclesiale, nella celebrazione dell'Eucaristia, per maturare la capacità di vivere la vita come dono.

Oggi i genitori hanno un ruolo insostituibile più che mai nell'iniziazione cristiana dei figli, dato l'attuale contesto secolarizzato, in cui non è più praticabile il processo di socializzazione religiosa con cui siamo diventati cristiani noi adulti. Per questo la parrocchia che vuole promuovere un'efficace iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, non può fare a meno dell'apporto educativo specifico dei genitori, ne sostituirsi ad essi, ma deve valorizzare il loro "ministero di evangelizzazione" e, prima ancora, aiutarli a svolgerlo. Anzi, è necessario che le parrocchie passino da un'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi accompagnata dal tentativo di coinvolgere i genitori, all'evangelizzazione dei genitori e al loro coinvolgimento attivo nell'educazione cristiana dei loro figli.

 Domande e Risposte

1)      1) Se i genitori sono “memoria viva” dell’amore di Cristo per la Chiesa, come sono chiamati a vivere e a partecipare al fatto che Cristo unisce i loro figli a se come suo corpo?

Risposta
Gli sposi sono immagine viva di Cristo. Innanzitutto sono chiamati, nella quotidianità, a dare tutto se stessi per l’altro. Sono chiamati a morire, a dare la vita l’uno per l’altro. Da questo presupposto nasce una vita fatta di gesti ed atteggiamenti concreti: dialogo, ascolto, perdono fra gli sposi e con i figli. I figli, in questo modo, partecipano all’amore sponsale della coppia, assorbono il clima che hanno intorno. Respirano DIO-AMORE .

I genitori sono chiamati a testimoniare Dio, in particolare nei primi anni della vita dei figli. Per questo puntare all’essere; i segni parlano più delle parole. In questo modo, con l’esempio della loro vita, col dedicare tempo alla preghiera, con l’umiltà che fa riconoscere gli errori commessi e ricominciare nel cammino, gli sposi mostrano come modello Cristo.

 2) La catechesi familiare “ precede, accompagna ed arricchisce ogni altra forma di catechesi”. Quali parole sono chiamati a dire i genitori, per annunciare ai figli la Parola fatta carne?

Risposta
Spesso le parole che si ascoltano nelle famiglie sono quelle della televisione.

I genitori lavorano. I bambini avvertono spesso lo stress, la stanchezza dei genitori.

Prima di parlare occorre ascoltare i figli. Avere quindi il coraggio di spegnere la televisione per accendere il dialogo.

Ma quali parole dire? Vivere in sé- come sposi- la Parola. Non ci sono strategie da inventare, c’é una vita da vivere, un cammino da compiere. Essere testimoni, portavoce della parola di Dio vissuta ed annunciata.

Stringere alleanze con i figli. La preghiera con i figli è fondamentale. Far gustare ai figli la bellezza della preghiera, senza imporla!

Affidare i figli. Essere evangelizzatori,  con la propria vita, 24 ore su 24, così è Parola viva, non catechisti episodici.

 3)  Quali forme di partecipazione attiva all’iniziazione cristiana dei figli possono e devono assumere i genitori oggi?  

Risposta
I genitori sono i primi educatori alla fede. La catechesi nelle comunità parrocchiali dovrebbe integrare il “lavoro” svolto dai genitori. Bisognerebbe sostituire con l’amore e la testimonianza degli sposi quella cultura “cristiana” e quella fede popolare che ha accompagnato le generazioni che ci hanno preceduto.

Oggi bisogna spesso cominciare da zero. Occorre dunque preparare i genitori, seguirli anche dopo il battesimo dei propri figli. E’ urgente programmare una pastorale per le giovani famiglie che segua di pari passo la catechesi e il cammino di iniziazione cristiana dei propri figli: battesimo, cresima, eucaristia.

 4) In che modo la parrocchia può formare i genitori perché siano in grado di accompagnare i figli nel cammino di iniziazione cristiana?

Risposta
Una modalità di formazione può essere quella di affidare alle coppie nelle loro case la catechesi di iniziazione ( per es. l’eucaristia) per i propri figli e qualche altro bambino, magari del vicinato. Nascerebbe automaticamente un’ esperienza di comunione tra famiglie nella parrocchia. le coppie naturalmente vanno a loro volta formate; trasmettendo ai bambini la catechesi, riscoprono la loro fede e il significato di gesti che compiono spesso in modo inconsapevole. Occorre formare le coppie proporre loro un cammino cristiano anche nell’intervallo fra il battesimo e l’eucaristia dei propri figli.

 5) Quale clima e quali valori far vivere loro perché i genitori sperimentino il gusto di fare il cammino di iniziazione cristiana insieme ai figli?

Risposta
Il clima deve essere quello dell’accoglienza. Offrire un’esperienza di parrocchia dove si vive il Vangelo. Far sorgere l’interrogativo: “se sono amato, posso amare?”. Vivere la parrocchia come famiglie luogo di reciprocità, di disponibilità, di amore.

Occorre mostrare una parrocchia unita: un ruolo attivo in questo senso lo hanno i gruppi, e associazioni, i movimenti (mostrare la bellezza, l’unità della Chiesa, pur nella distinzione dei carismi).

Recuperare anche i luoghi d’incontro, di aggregazione, di sport, di uso del tempo libero: la parrocchia come famiglia!

 6) Come coinvolgere le famiglie in difficoltà o non praticanti nell’iniziazione cristiana dei figli?  

Risposta
Coinvolgere le famiglie. Instaurare il dialogo. L’importante è che la Chiesa non emerga come contro parte. Presentare la parrocchia come comunità di famiglie che accoglie e non giudica.

Visitare le famiglie in difficoltà in maniera disinteressata, solo per amore.

Essere testimoni nei posti di lavoro, fra i colleghi, nei vari ambienti. Essere famiglie che con la loro vita fanno sorgere interrogativi.

 


sito on line da venerdì 14 marzo 2002; aggiornato il 15.6.2008

© Parrocchia Madonna del Santo Rosario, Alghero -2002/2008; Webmaster: Gianfranco Mariano

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