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La
Traccia
La famiglia per vocazione è dono di comunione e di educazione
alla fede nel Dio-Amore nell'accompagnare i figli nel cammino di
iniziazione cristiana: Battesimo - Cresima - Eucaristia.
Premessa
La famiglia cristiana educa i suoi figli alla vita di fede attraverso
l'itinerario di iniziazione cristiana e la celebrazione dei sacramenti
del Battesimo, della Cresima e dell'Eucaristia.
I genitori sono i primi "araldi della fede" (A4 11); quindi
non devono essere secondi a nessuno. Essi per primi hanno il compito di
guidare i figli ad una sapiente ricerca e scoperta di Dio. E i figli
hanno diritto di ricevere da papa e mamma un aiuto a conoscere Dio
creatore e Padre di tutti. Ciò che essi apprendono in quella piccola
grande scuola che è la famiglia, entra di forza, come una sorta di
misterioso ed ineliminabile "codice genetico", nel patrimonio
spirituale dei figli.
I genitori, sostenuti dalla grazia del sacramento del Matrimonio e
animati dalla catechesi ricevuta in parrocchia, aiuteranno i loro figli:
- a scoprire la gioia di essere amati da Dio e la fierezza di essere
diventati, mediante il Battesimo, figli suoi;
- a confermare personalmente la fede e a testimoniarla con coraggio
lungo le strade della vita, sonetti e guidati dal dono dello Spirito
ricevuto nella Cresima;
- a fare l'esperienza settimanale dell'incontro con Cristo, assieme a
tutta la commuta ecclesiale, nella celebrazione dell'Eucaristia, per
maturare la capacità di vivere la vita come dono.
Oggi i genitori hanno un ruolo insostituibile più che mai
nell'iniziazione cristiana dei figli, dato l'attuale contesto
secolarizzato, in cui non è più praticabile il processo di
socializzazione religiosa con cui siamo diventati cristiani noi adulti.
Per questo la parrocchia che vuole promuovere un'efficace iniziazione
cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, non può fare a meno dell'apporto
educativo specifico dei genitori, ne sostituirsi ad essi, ma deve
valorizzare il loro "ministero di evangelizzazione" e, prima
ancora, aiutarli a svolgerlo. Anzi, è necessario che le parrocchie
passino da un'iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi
accompagnata dal tentativo di coinvolgere i genitori,
all'evangelizzazione dei genitori e al loro coinvolgimento attivo
nell'educazione cristiana dei loro figli.
Domande e Risposte
1)
1)
Se
i genitori sono “memoria viva” dell’amore di Cristo per la Chiesa,
come sono chiamati a vivere e a partecipare al fatto che Cristo unisce i
loro figli a se come suo corpo?
Risposta
Gli sposi sono immagine viva di Cristo. Innanzitutto sono
chiamati, nella quotidianità, a dare tutto se stessi per l’altro.
Sono chiamati a morire, a dare la vita l’uno per l’altro. Da questo
presupposto nasce una vita fatta di gesti ed atteggiamenti concreti:
dialogo, ascolto, perdono fra gli sposi e con i figli. I figli, in
questo modo, partecipano all’amore sponsale della coppia, assorbono il
clima che hanno intorno. Respirano DIO-AMORE .
I
genitori sono chiamati a testimoniare Dio, in particolare nei primi anni
della vita dei figli. Per questo
puntare all’essere; i segni parlano più delle parole. In
questo modo, con l’esempio della loro vita, col dedicare tempo alla
preghiera, con l’umiltà che fa riconoscere gli errori commessi e
ricominciare nel cammino, gli sposi mostrano come modello Cristo.
2)
La catechesi
familiare “ precede, accompagna ed arricchisce ogni altra forma di
catechesi”. Quali parole sono chiamati a dire i genitori, per
annunciare ai figli la Parola fatta carne?
Risposta
Spesso le parole che si ascoltano nelle famiglie sono quelle della
televisione.
I
genitori lavorano. I bambini avvertono spesso lo stress, la stanchezza
dei genitori.
Prima
di parlare occorre ascoltare i figli. Avere quindi il coraggio di
spegnere la televisione per accendere il dialogo.
Ma
quali parole dire? Vivere in sé- come sposi- la Parola. Non ci sono
strategie da inventare, c’é una vita da vivere, un cammino da
compiere. Essere testimoni, portavoce della parola di Dio vissuta ed
annunciata.
Stringere
alleanze con i figli. La preghiera con i figli è fondamentale. Far
gustare ai figli la bellezza della preghiera, senza imporla!
Affidare
i figli. Essere evangelizzatori, con
la propria vita, 24 ore su 24, così è Parola viva, non catechisti
episodici.
3)
Quali forme di
partecipazione attiva all’iniziazione cristiana dei figli possono e
devono assumere i genitori oggi?
Risposta
I genitori sono i primi educatori alla fede. La catechesi nelle
comunità parrocchiali dovrebbe integrare il “lavoro” svolto dai
genitori. Bisognerebbe sostituire con l’amore e la testimonianza degli
sposi quella cultura “cristiana” e quella fede popolare che ha
accompagnato le generazioni che ci hanno preceduto.
Oggi
bisogna spesso cominciare da zero. Occorre dunque preparare i genitori,
seguirli anche dopo il battesimo dei propri figli. E’ urgente
programmare una pastorale per le giovani famiglie che segua di pari
passo la catechesi e il cammino di iniziazione cristiana dei propri
figli: battesimo, cresima, eucaristia.
4)
In che modo la
parrocchia può formare i genitori perché siano in grado di
accompagnare i figli nel cammino di iniziazione cristiana?
Risposta
Una modalità di formazione può essere quella di affidare alle coppie
nelle loro case la catechesi di iniziazione ( per es. l’eucaristia)
per i propri figli e qualche altro bambino, magari del vicinato.
Nascerebbe automaticamente un’ esperienza di comunione tra famiglie
nella parrocchia. le coppie naturalmente vanno a loro volta formate;
trasmettendo ai bambini la catechesi, riscoprono la loro fede e il
significato di gesti che compiono spesso in modo inconsapevole. Occorre
formare le coppie proporre loro un cammino cristiano anche
nell’intervallo fra il battesimo e l’eucaristia dei propri figli.
5)
Quale clima e
quali valori far vivere loro perché i genitori sperimentino il gusto di
fare il cammino di iniziazione cristiana insieme ai figli?
Risposta
Il clima deve essere quello dell’accoglienza. Offrire un’esperienza
di parrocchia dove si vive il Vangelo. Far sorgere l’interrogativo:
“se sono amato, posso amare?”. Vivere la parrocchia come famiglie
luogo di reciprocità, di disponibilità, di amore.
Occorre
mostrare una parrocchia unita: un ruolo attivo in questo senso lo hanno
i gruppi, e associazioni, i movimenti (mostrare la bellezza, l’unità
della Chiesa, pur nella distinzione dei carismi).
Recuperare
anche i luoghi d’incontro, di aggregazione, di sport, di uso del tempo
libero: la parrocchia come famiglia!
6)
Come coinvolgere
le famiglie in difficoltà o non praticanti nell’iniziazione cristiana
dei figli?
Risposta
Coinvolgere le famiglie. Instaurare il dialogo. L’importante è che la
Chiesa non emerga come contro parte. Presentare la parrocchia come
comunità di famiglie che accoglie e non giudica.
Visitare
le famiglie in difficoltà in maniera disinteressata, solo per amore.
Essere
testimoni nei posti di lavoro, fra i colleghi, nei vari ambienti. Essere
famiglie che con la loro vita fanno sorgere interrogativi.

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