Il Convegno sulla famiglia
11, 12 e 13 ottobre 2002

 
 

1° Gruppo

 
 La Traccia 

La famiglia per vocazione è dono di comunione e annuncio della fede nel Dio-Amore (missione profetica) negli ambienti di vita:

- all'interno della propria casa (familiari e parenti),
- nel lavoro o nella professione (colleghi),
- nella scuola o all'università (compagni di classe o di corso),
- con i vicini di casa,
- con gli amici del tempo libero.

Premessa

La vita coniugale e familiare, quando è vissuta secondo il disegno di Dio, costituisce essa stessa un '"vangelo", una "buona notizia" per tutti. Infatti l'amore che unisce i coniugi cristiani a formare "una sola carne" è segno dell'amore di Dio per l'umanità. Dio aveva bisogno di trovare nel mondo un segno mediante il quale rendere visibile il suo volto e il suo amore. Egli non ha trovato segno più bello, più splendido dell'uomo e della donna che si vogliono bene.

Con gesti di fede, di amore, di perdono, di accoglienza, di solidarietà degli sposi e degli altri componenti della famiglia cristiana, "piccola chiesa". Cristo stesso ama , perdona, accoglie e salva gli uomini d'oggi.

Oltre che testimoniare l'amore di Cristo, la famiglia cristiana, come la Chiesa, è chiamata ad annunciare esplicitamente il Vangelo alle altre famiglie attraverso il contatto personale, all'intemo del contesto della vita di tutti i giorni. Sono chiamati a portarlo soprattutto in quelle situazioni vitali di gioia e di dolore, di speranza e di attesa, in cui si risveglia il senso dell'esistenza e si ripropongono i grandi interrogativi della vita.

Domande

1. L'amore reciproco degli sposi è "bella notizia", "vangelo" che rende comprensibile Dio-Amore e visibile Gesù Cristo, Parola fatta carne. Come devono amarsi gli sposi, per rendere visibile l'amore di Cristo?

2. I componenti della famiglia come e quando possono illuminare reciprocamente la loro vita con la Parola di Dio?

3. L'annuncio del Vangelo in famiglia può essere da tutti vissuto e verificato in maniera semplice e spontanea: marito e moglie, genitori e figli, giovani ed anziani. Come deve caratterizzarsi questo annuncio?

4. Come i componenti di una famiglia cristiana, là dove vivono e lavorano, sono parola-carne, parola-parabola di Dio-Amore?

5. In che modo le nostre famiglie - in quanto soggetti sociali- possono contribuire al bene comune del nostro territorio?

6. Come gli sposi e le famiglie possono aiutare le persone a riscoprire la gioia di sapersi amati da Dio e che Dio costruisce la storia con loro?

7. Quali metodi di evangelizzazione personalizzata attivare tra le famiglie che vivono nello stesso ambiente?

8. Quali proposte suggerire per rendere efficace l'annuncio evangelico mediante il servizio gratuito e disinteressato?

Risposte del gruppo
All'interno del nostro gruppo è emersa una costante: tutte le coppie che operano nella pastorale parrocchiale nei diversi ambiti della catechesi, si sono rese disponibili solo dopo aver fatto un'esperienza di fede personale e di coppia. Tutto questo grazie alla pluralità di strumenti della Chiesa quale Azione cattolica. Rinnovamento, Cammino neocatecumenale, eco...: "Per poter testimoniare è necessario fare prima esperienza, un cammino di fede da cui attingere forza".

Il punto di partenza del gruppo è stato quello di prendere coscienza della situazione attuale nelle nostre parrocchie: non c'è al momento, se non m embrione una pastorale viva per la famiglia e della famiglia. I pochi tentativi sono frutto dell'impegno di singoli piuttosto che espressione di una pastorale diocesana. Da questa constatazione e dalla impressione che anche le forze disponibili non siano incanalate e spronate verso una meta precisa abbiamo formulato le seguenti proposte, che intendono essere solo un piccolo suggerimento per le azioni da programmare.

1 Promuovendo la peculiarità delle singole esperienze di fede vorremmo si attivasse un piano pastorale diocesano specifico per la famiglia e soprattutto snello e attuale.

2. Formulare delle mete a medio termine raggiungibili e concrete ed allo stesso tempo desiderabili.

3. Amplificare le risorse proponendo già nella catechesi dei fidanzati un cammino familiare per gli sposi che li veda subito coinvolti nella pastorale.

4. Programmare con cura tutti gli aspetti inerenti le eventuali proposte di cammino in modo da fissare obiettivi ben definiti e raggiungibili (perché di bellissimi piani pastorali irrealizzabili la famiglia non ne ha bisogno).

5. La parrocchia diventa fulcro e riscontro della "famiglia piccola chiesa", dove la meta di vivere la comunione trinitaria diventa azione pastorale.

6. La necessità di una verifica seria del progetto pastorale non ne determina la bontà bensì stabilisce se tale progetto, la meta, l'azione siano rispondenti al reale bisogno di far incontrare Gesù Cristo con la famiglia.

 


sito on line da venerdì 14 marzo 2002; aggiornato 20.1.2010

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