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La Famiglia paradigma
della Missione della parrocchia
Alghero, 13 aprile 2005
Dagli appunti presi durante
l'incontro, sono state tratte delle frasi che, speriamo, possano essere di
aiuto per riflettere sulla vita familiare e su quella parrocchiale.
Frasi per riflettere
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Solo la preghiera e
la contemplazione possono dare una svolta alla pastorale familiare.
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Dio salva attraverso
la famiglia, anche se sembra che la famiglia debba essere salvata.
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Non si deve puntare
a mantenere l’unità delle famiglie, ma raggiungere la pienezza
dell’unità.
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Nell’osservare il
rapporto che si è creato tra le parrocchie e le famiglie, sembra che tra
le due vi sia un rapporto di aiuto reciproco. In realtà la famiglia è
l’unico modello creato da Dio, ed è la famiglia che Dio utilizza per
farci capire qual’è il rapporto interno alla Trinità. Di conseguenza la
famiglia è il riferimento di chi vuole fare sulla terra una comunità che
rifletta la comunione divina.
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Si è pienamente
sposi solo se si vive pienamente la relazione con il marito o la moglie.
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Si è pienamente
figli se si vive pienamente la relazione con i genitori.
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La relazione crea
l’identità: se vi fossero solo maschi, questi, senza le femmine, non
saprebbero cosa vorrebbe dire essere maschi.
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La Trinità è
riflessa nella famiglia: il marito, la moglie e l’unità che ne
scaturisce dalla relazione. I figli sono un riflesso di questa
relazione, ma non un elemento.
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La famiglia è
struttura, metodo e volto della pastorale. Ciò che in una famiglia manca
(a causa dell’imperfezione dei suoi componenti) deriva dalla nostalgia
di Dio, che è unione perfetta. Per questo non si può pensare di trovare
la perfezione in terra.
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Si osservi che la
comunità è contemporaneamente una e formata da persone distinte;
altrettanto vale in famiglia che è una, ma composta da marito e moglie.
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L’unità tra marito e
moglie è simboleggiata dal diventare una sola carne, come
nell’Eucaristia Gesù ci propone di diventare con lui una sola carne.
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Come si fa a
costruire una parrocchia di fratelli e di sorelle? Basta guardare alla
famiglia, dove i figli (fratelli e sorelle tra di loro) vivono insieme.
La famiglia è complementarietà: uomo e donna, marito e moglie, genitori
e figli, generazioni diverse, padre e madre. Tutto è condiviso. Perché
in parrocchia ciò non accade più?
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La famiglia vive la
corresponsabilità più alta, insegnandola anche ai bambini, con
naturalezza (spegni la luce, perché costa...). E in parrocchia?
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In famiglia c’è la
compresenza: dove c’è uno c’è l’altro, pur nell’assenza, ma rivolgendo
il pensiero sempre a chi non c’è (un figlio che esce in moto è più
presente di quando è in casa), a dimostrazione che la mancanza si sente.
Chi soffre delle assenze in parrocchia durante la Messa?
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Le famiglie che
celebrano in parrocchia non devono contentarsi di una formazione
particolare, devono innanzitutto recuperare il fondamento del loro
sacramento.
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Anche coloro che si
sposano solo civilmente si vogliono bene, ma se non imparano Dio non
possono comunicare il di più che l’essere famiglia crea.
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La famiglia non
comunica il Signore facendo parte di un gruppo o assumendo un ruolo, ma
ha un suo spazio naturale, la casa, che aprendosi agli altri diventa
chiesa, come lo era nelle prime comunità cristiane.
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La parrocchia, come
la famiglia, si preoccupa se qualcuno non va a trovare più il Padre o
non vuole più bene alla madre?
- Rendiamoci conto
che ognuno di noi è una centrale elettrica, ma non riusciamo a vendere
nemmeno una lampadina!
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